Sinodo, nuove proposte per una Chiesa più partecipativa: pubblicato il Rapporto della Commissione Canonistica

La sinodalità si traduce anche in norme e strumenti concreti per la vita della Chiesa. È questo l’obiettivo del Rapporto finale della Commissione Canonistica, pubblicato il 30 settembre dalla Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi, al termine del lavoro avviato sulla base delle due Assemblee sinodali dell’ottobre 2023 e del 2024.

Il documento individua alcune modifiche al Codice di diritto canonico latino per recepire le acquisizioni teologiche ed ecclesiologiche emerse dal processo sinodale 2021-2024. Le proposte riguardano, in particolare, la partecipazione dei laici alla vita ecclesiale, il governo della Chiesa e il rinnovamento degli organismi di corresponsabilità.

La Commissione, istituita in collaborazione con il Dicastero per i Testi Legislativi, ha articolato il proprio lavoro su tre orizzonti temporali: interventi normativi a breve termine, nuove istruzioni o revisioni di quelle esistenti nel medio periodo e, in prospettiva, una revisione complessiva dei Codici di diritto canonico latino e orientale. Il Rapporto pubblicato riguarda il primo ambito e il solo Codice latino; per quello orientale è stata istituita un’apposita commissione.

La corresponsabilità dei laici

Uno dei punti centrali riguarda il riconoscimento della pari dignità di tutti i fedeli nel Popolo di Dio e le conseguenze che ne derivano sul piano giuridico. La Commissione propone di aggiornare alcune norme per favorire la partecipazione di uomini e donne agli uffici, agli incarichi e ai ministeri ecclesiali per i quali possiedono le necessarie competenze, anche nell’ambito del governo della Chiesa.

Il Rapporto rileva che l’attuale ordinamento canonico dispone già, nella maggior parte dei casi, di strumenti adeguati a valorizzare il contributo dei laici accanto ai pastori. Tuttavia, tali possibilità non sempre vengono utilizzate e, in alcuni casi, necessitano di un più chiaro riconoscimento normativo.

L’intento è dunque rendere effettiva una corresponsabilità che coinvolga pastori e fedeli nel discernimento delle esigenze pastorali e nella scelta delle persone chiamate a ricoprire determinati incarichi ecclesiali.

Più partecipazione nei processi decisionali

Un secondo ambito di intervento riguarda i Concili particolari e le Conferenze episcopali. Tra le proposte figurano una più ampia partecipazione dei membri del Popolo di Dio ai Concili particolari, il superamento della limitazione del loro voto alla sola dimensione consultiva e una cadenza decennale per favorire la vitalità di questi organismi.

Il documento prospetta inoltre un rafforzamento delle competenze delle Conferenze episcopali e una maggiore valorizzazione dei vescovi ausiliari ed emeriti.

Particolare attenzione è riservata anche agli organismi di partecipazione, chiamati a superare una funzione meramente organizzativa per assumere più chiaramente una dimensione missionaria. Consigli e strutture ecclesiali sono infatti considerati luoghi attraverso i quali i battezzati possono contribuire, secondo i propri carismi, ministeri e competenze, alla vita e alla missione della comunità.

Una corresponsabilità che non cancella il ruolo dei pastori

Il Rapporto precisa che il processo sinodale non modifica la competenza decisionale del vescovo, del Collegio episcopale e del Papa. La partecipazione del Popolo di Dio è chiamata piuttosto a integrare e arricchire il discernimento ecclesiale, conferendo alle decisioni un carattere realmente comunitario.

In questa prospettiva si inserisce anche il principio di accountability, cioè la responsabilità di rendere conto del proprio operato, richiamato dal Documento finale del Sinodo.

Le proposte della Commissione rappresentano così un passaggio concreto nel cammino di attuazione della sinodalità: tradurre nella disciplina della Chiesa la partecipazione, l’ascolto e la corresponsabilità maturati durante il percorso sinodale, affinché possano incidere stabilmente sulla vita delle comunità ecclesiali.