Comunità diocesana
Non cose da vedere ma volti da incontrare
“Li inviò a due a due…” “Tornarono pieni di gioia”. Il cammino dei settantadue discepoli (Luca 10) racconta bene la dinamica di tanti gruppi coinvolti in esperienze estive con Seminario e Caritas. Ci sono i gesti visibili, nello scendere verso la città, nel ritornare la sera: a piedi, in funicolare, in autobus. E c’è un movimento interiore: perché a Genova? E perché mettersi in cammino ogni mattina?
Oggi, quando ci si prepara a visitare una città, è comune cercare in rete: 10 cose da vedere a… E a volte il turismo diventa una serie di caselle da spuntare, di esperienze da consumare. Certo, anche i gruppi che arrivano in seminario assaggiano il pesto e la focaccia, cercano la spiaggia e l’acquario, percorrono i vicoli e godono della vista dal Righi. Ma questo è solo un frammento dell’esperienza.
All’inizio, soprattutto nel cuore degli animatori, c’è una Parola, che porta ad uscire dalla propria confort zone, a immaginare un tempo diverso in una città nuova. Una Parola, quella del Vangelo, come seme in grado di germogliare, che invita a guardare gli altri con occhi nuovi, a mettersi in gioco: mente, cuore e mani.
Allora la città si dischiude in modo inaspettato: reti di prossimità, storie di dolore e di luce, persone con cui entrare un dialogo, aprendosi a domande più profonde.
Così, ritornando, ogni sera, non c’è solo una doccia per lavare via la stanchezza e una pasta al pesto –quello vero-, ma soprattutto un tempo per rileggere la giornata, comporre emozioni, sentimenti, volti incontrati. C’è chi si raccoglie in un angolo, con in mano il quaderno della settimana, fra parole di Vangelo che illuminano quanto vissuto e pensieri nuovi a cui dare forma, ci sono momenti di condivisione e preghiera, in cerchio sulla terrazza o sotto gli alberi, in cappella con le suore, cantando e celebrando l’Eucarestia.
E così la vita si compone: il Vangelo e il servizio, la fraternità e il silenzio, l’impegno per un mondo migliore e la preghiera che genera speranza.
Allora, nella vita di questi adolescenti e giovani, senza cancellare prove e fragilità, fatiche e sogni, emerge la bellezza della vocazione alla vita cristiana, immersi fra le pieghe della realtà, come papa Leone proponeva loro nel giubileo della scorsa estate: Volete incontrare veramente il Signore Risorto? Ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza! Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo! Rimanete uniti con Gesù nell’Eucaristia. Adorate l’Eucarestia, fonte della vita eterna! Studiate, lavorate, amate secondo lo stile di Gesù, il Maestro buono che cammina sempre al nostro fianco. (Veglia per il giubileo dei giovani, Tor Vergata, 2 agosto 2025)
Fra i gruppi ospitati, alcuni adolescenti hanno lasciato in seminario le loro preghiere, che raccontano bene quanto vissuto: Ti preghiamo Signore per tutte le persone nel mondo che hanno bisogno di aiuto. Aiutaci a guardare sempre oltre le apparenze e non giudicare mai senza conoscere prima la loro storia.
E ancora: Ti ringraziamo per la conclusione di questo nostro viaggio. Fa che le nostre reti possano essere piene dell’esperienza fatta e delle emozioni vissute in questa settimana e aiutaci a continuare il nostro percorso nell’essere pescatori di uomini.
*Vice rettore del Seminario Arcivescovile di Genova
Coordinatore Ufficio per la pastorale giovanile