Una scuola “capace di sognare”

A Palazzo Ducale incontri, laboratori e riflessioni per oltre 1.500 studenti

“Se uno sogna da solo, il suo rimane un sogno; se il sogno è fatto insieme ad altri, esso è già l’inizio della realtà”. È da questa intuizione che hanno preso forma le “Giornate per la scuola”, tre intense giornate dal 10 al 12 marzo che hanno visto protagonisti oltre 1500 studenti delle scuole statali e paritarie riuniti al Palazzo Ducale. Più di 50 classi si sono alternate in un’esperienza strutturata in due momenti: laboratori tematici al mattino e una plenaria conclusiva nella suggestiva Sala del Maggior Consiglio. Un percorso ricco di incontri, testimonianze, letture e performance artistiche che hanno coinvolto studenti, docenti e ospiti.Fondamentale il contributo organizzativo di una classe quarta del Liceo Liceo Andrea D’Oria, che ha curato accoglienza e accompagnamento per tutta la durata dell’evento. Per i più piccoli della scuola primaria il sogno è stato declinato come capacità di immaginare mondi nuovi: attraverso laboratori creativi, i bambini hanno realizzato una “stella” simbolo del proprio sogno, portando a casa un segno concreto di quanto vissuto. Un lavoro guidato dagli insegnanti di religione cattolica, capace di coniugare profondità e leggerezza. A chiudere la giornata, la coinvolgente performance teatrale di Marco Rivolta, ispirata anche al Piccolo Principe. Gli studenti delle scuole medie hanno invece incontrato testimoni provenienti da ambiti diversi – dallo sport al sociale, dalla giustizia alla disabilità – interrogandosi su come trasformare un sogno in progetto di vita. Il termine della mattinata è stato animato dalle esibizioni dell’Istituto Istituto Gobetti, tra teatro e danza, e si è concluso con un dialogo guidato dalla giornalista Michela De Leo con Gigi Maccalli e Roberto Fiscer. Per gli studenti delle scuole superiori, cinque assemblee tematiche hanno affrontato questioni cruciali per il futuro: pace, intercultura, senso della vita, fragilità e sostenibilità.
In plenaria, forte il coinvolgimento suscitato dal cantautore Naim Abid, che ha unito parole e musica per trasmettere un messaggio di responsabilità personale e speranza. A seguire, la tavola rotonda con il medico Donatella Mela e l’avvocato Raffaele Caruso condotta da Gilberto Volpara ha offerto ai giovani spunti per progettare il futuro “seguendo il cuore”, lontano da modelli superficiali. Spazio anche alla creatività con i manifesti realizzati dagli studenti del liceo artistico Klee-Barabino, a dimostrazione di come anche il linguaggio visivo possa comunicare in modo efficace temi profondi.
A concludere le giornate è stato l’intervento dell’Arcivescovo, che ha invitato i giovani a non chiudersi nell’individualismo ma a vivere pienamente la dimensione comunitaria: un richiamo forte a costruire insieme il futuro. Tre giorni intensi che confermano l’attenzione della Diocesi di Genova verso il mondo della scuola, con l’obiettivo di offrire occasioni di crescita e riflessione, capaci di lasciare un segno concreto nel percorso umano e formativo dei più giovani.