In libreria – Il dono del domenicano

Venerdì 23 maggio alle 17.30 sarà presentato presso la Libreria San Paolo di Genova il primo libro di Massimo Damonte “Il dono del domenicano”, un giallo noir ambientato nella prestigiosa chiesa domenicana di Santa Maria di Castello nel Centro Storico. La nostra redazione ha incontrato l’autore.
Ci parli un po’ del suo libro? Da dove le è venuta questa idea e perché un giallo?
L’idea mi è venuta dalla frequentazione della chiesa di Santa Maria di Castello come volontario. La sua bellezza e complessità e la sua Storia mi hanno convinto che poteva essere una bella location per ambientarvi un libro. Ho scelto il giallo perché è un genere che amo, ma soprattutto perché con la scusa del mistero puoi parlare di altre cose. Qui ad esempio si parla della Chiesa, di Genova e del Centro storico che ne sono i protagonisti.
Lei usa come codice di scrittura il Diario. Perché?
In molti libri gialli, anche di scrittori famosi, il racconto passa da una situazione all’altra senza che ci sia un segnale per il lettore: si racconta del protagonista che magari sta camminando in una via, e nella frase successiva il personaggio è un altro e in un posto diverso. Questo mi ha sempre un po’ disorientato. Per non parlare poi dei luoghi dove si svolge la trama, la cui descrizione lascia spesso a desiderare. Nel mio libro ho fatto il contrario e infatti ogni capitolo copre un giorno di indagini e i luoghi di Genova sono perfettamente identificabili e chiari per i genovesi e anche per chi non lo è. Per questo ho inserito a fine libro delle tavole esplicative e una grande quantità di note a piè di pagina.


I protagonisti di questa storia sono tutti immaginari o alcuni di essi sono realmente esistiti?
Nel V capitolo Le prediche quaresimali e nel XXIII Una strana ambasciata, i personaggi sono realmente esistiti, tranne Mastro Iseo il mulattiere che però è ispirato ad una persona che ho conosciuto da ragazzo. Gli altri sono tutti di fantasia, ma ricalcati su persone vere.
Da dove è nato il suo amore per la Chiesa di Santa Maria di Castello?
E’ stato un amore a prima vista che si è consolidato negli anni della mia attività come Volontario dell’Associazione Culturale Santa Maria di Castello alla quale mi onoro di appartenere. La chiesa è un vero scrigno di bellezza, io stesso ne scopro nuovi particolari ogni volta che sono di servizio. Spero che leggendo il libro le persone siano invogliate a visitarla! Ogni martedì mattina sono a Santa Maria di Castello e a chi volesse potrà partecipare ad un Mistery Tour.
Ho notato che nel libro ci sono molte espressioni in genovese. È stata una scelta voluta?
Sì. Considero la lingua genovese molto più efficace dell’italiano nel descrivere personaggi o situazioni.
Scriverà altri libri?
Sì, ne sto scrivendo un altro ambientato nel 1986 che racconta di Nicola Fioravanti giovane ispettore di Polizia. Un Prequel come si dice oggi. Ho anche scritto un racconto breve che dovrebbe essere inserito in un’antologia che uscirà entro fine anno, sempre per CTL Editore di Livorno.