Il Vangelo di domenica 21 giugno

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

1 – Geremia – Il profeta di Dio si sente assediato dai suoi nemici, che hanno creato nei suoi confronti un clima di diffidenza, persecuzione e terrore al fine di isolarlo e costringerlo a desistere. Sul suo capo pende una minaccia di morte: ‘Lo denunciamo e lo denunceremo’. In lui si realizza ciò che accadrà a Gesù: osteggiato e insidiato dai farisei, denunciato dal sinedrio a Pilato, condannato alla morte in croce. Ma il profeta si sente sicuro e vittorioso perché può contare sull’aiuto indefettibile di Dio: ‘Signore degli eserciti, possa io vedere la tua vendetta su di loro poiché a te ho affidato la mia causa’. La vendetta di Dio equivale a distruggere il male per salvare l’uomo.

2 –Adamo e Cristo-L’apostolo Paolo, scrivendo ai Romani, mette in chiara luce questo profondo e oscuro mistero: il primo peccato di Adamo ed Eva, che ha coinvolto tutta l’umanità, e la morte in croce di Gesù, che libera definitivamente tutta l’umanità. Ecco il testo: ‘Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato’. Evidentemente il ruolo di Adamo è quello di rappresentare l’intero genere umano: ‘Tutti fummo in quell’uno, quando tutti fummo quell’uno che cadde nel peccato’ (S. Agostino, Città di Dio 13,14). Fortunatamente siamo stati tutti anche in Gesù sulla croce per ricevere prima la redenzione dalla disobbedienza e poi la sovrabbondanza della vita celeste.

3 – La vera paura – Gesù invita tutti ad affrontare con determinazione il problema fondamentale della vita: salvare la propria anima. Il grido di Gesù, captato all’orecchio della nostra coscienza, va urlato anche su tutti i ‘tetti’, ove sono le antenne dei mass-media (TV, stampa e internet): ‘Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima: temete piuttosto colui che ha potere di far perire l’anima e il corpo nella Geenna (cioè nel fuoco eterno dell’Inferno)’. Questa è una affermazione inequivocabile di Gesù sul futuro del dopo-morte: la consegna della nostra vita con tutte le sue opere e il giudizio conseguente di Dio. La paura non deve essere la fuga dell’anima dalle proprie responsabilità, ma un santo timore di Dio che ci rinsalda nell’impegno di agire sempre nel modo migliore per procurarci la salvezza.

4 – La testimonianza – La vita cristiana non è semplicemente un fatto di coscienza, che riguarda il mio rapporto intimo con Dio: essa abbraccia tutta la mia vita di relazione con gli altri e tutte le attività concrete della mia vita. Essa vuole espandersi e comunicarsi a tutti: non può restare nascosta e circoscritta al mio piccolo ambiente personale. Per questo la fede cristiana si chiama cattolica perché abbraccia tutto e tutti. Essa si trasforma in una testimonianza di vita, vissuta in faccia al mondo. Gesù, nel momento del giudizio finale, applicherà questo criterio: ‘Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al padre mio che è nei cieli’ (Vangelo). Nella testimonianza si saldano i due aspetti concreti della fede: le scelte della coscienza e il buon esempio della condotta di vita.