Il Vangelo di domenica 1 febbraio
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12aIn quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Il Discorso della montagna rivela all’uomo la vera essenza della felicità. Le beatitudini sono in otto punti, ma talmente collegate da compenetrarsi a vicenda in modo inscindibile.
1 – ‘Beati i poveri in spirito, di essi è il Regno dei cieli’ ‑ L’umiltà li mette in condizione di essere salvati; l’obbedienza li rende servi del Signore, la fiducia li mette in braccio a Dio. Infatti i ‘poveri di Dio’ – secondo la felice definizione di S. Agostino – si considerano bisognosi di tutto davanti a Dio e agli uomini; non si inorgogliscono per il bene compiuto, non si deprimono per i propri limiti o errori; ‘vendono tutto’ per conquistare Dio ed essere eternamente con Lui.
2 – ‘Beati gli afflitti: saranno consolati’ ‑ Non si tratta solo degli afflitti per le sventure della vita, ma di coloro che si affliggono perché sono ancora mancanti di Dio, sono pellegrini della speranza, soffrono per il tanto male che c’è ancora nel mondo. La loro sofferenza è già una grande consolazione.
3 ‑ ‘Beati i miti: erediteranno la terra’‑ I miti sanno dominare se stessi, sono equilibrati, trattano gli altri con rispetto e dolcezza. Gli umili conquistano il cuore di Dio, i miti conquistano il cuore degli uomini. L’umiltà è tipica dell’intelligenza di fronte alla verità, la mitezza è tipica della volontà di fronte all’amore.
4 ‑ ‘Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia: saranno saziati’‑ Essi desiderano con tutte le forze la perfezione in sé e negli altri. Sono uomini di grande tensione ideale, morale e operativa. Non sono per la mediocrità o il qualunquismo. La loro fame e sete è già sazietà e profonda gratificazione perché è ansia di infinito.
5 ‑ ‘Beati i misericordiosi: troveranno misericordia’‑ Essi hanno un cuore per tutte le miserie spirituali e materiali dell’uomo; sanno soffrire con chi soffre e gioire con chi gioisce. Comprendono, scusano, incoraggiano, aiutano tutti. Perciò anche gli altri con uguale misericordia li corrisponderanno.
6 ‑ ‘Beati i puri di cuore: vedranno Dio’ ‑ In essi è assente ogni forma di malizia, di attaccamento disordinato alle creature, di interesse personale. La loro coscienza è profondamente onesta e delicata. Sono puliti dentro e fuori, anima e corpo. In essi può veramente abitare Dio. La purezza è la divina trasparenza nell’uomo.
7 ‑ ‘Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio’‑ Essi si comportano in modo tale da favorire o ristabilire l’ordinata concordia in se stessi e negli altri. Gli uomini tributeranno loro una particolare stima: quella di figli di Dio, che godono l’uno nell’altro di Dio, condiviso insieme a tutti.
8 – ‘Beati i perseguitati per causa della giustizia: di essi è il Regno dei cieli’ – Essi sono disposti a rischiare, a pagare di persona per la causa della giustizia: non vengono mai a compromessi con la propria coscienza. Nonostante le persecuzioni, la privazione di ogni libertà o della vita, sanno che non perdono e non perderanno mai il bene per cui lottano. Anche per costoro il Regno dei cieli è già nel loro cuore su questa terra.
Conclusione ‑ a) La strada della vera felicità è diametralmente opposta a quella che suggerisce il mondo; b) La ricompensa nei cieli è anche profonda beatitudine sulla terra.
