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Maria Regina di Genova, 387° anniversario

La celebrazione mercoledì 10 aprile in San Lorenzo

Maria Regina di Genova, 387° anniversario

La devozione dei genovesi per la Madonna ha radici antiche e ben consolidate che fanno capire la “marianità” di Genova.

Il 25 marzo 1637, alla presenza dell’Arcivescovo, il Cardinale Gio. Domenico Spinola, nella Cattedrale di S. Lorenzo, il Doge consegna alla Madonna i simboli del potere (corona, scettro e croce degli Zaccaria); con ciò Maria viene eletta, riconosciuta e acclamata come propria Regina e Patrona e Genova si pone sotto la Sua protezione qualificandosi come Città di Maria.

In segno di ciò, la nuova cinta muraria viene dotata, presso le principali porte, di statue raffiguranti la Regina e il motto “posuerunt me custodem” (“mi posero come custode”) e sono pure coniate delle monete relative.

Alcuni anni dopo, la Repubblica di Genova affida a Domenico Fiasella il progetto per una statua in bronzo da porre sull'altare maggiore della Cattedrale, in sostituzione di quella lignea, oggi conservata nella chiesa di San Michele di Fiorino, opera di Giovanni Battista Bissoni. Nel 1652 la statua fu fusa in bronzo da Gio. Bartolomeo Bianco e collocata sul primo altare della città, che per l'occasione si trasforma in trono. Maria seduta con il bambino in braccio, regge in mano lo scettro mentre gli angeli la incoronano; sul manto, in basso, compare la città vista dall'alto. Gesù le porge il cartiglio con la scritta: “Et rege eos” (“governali tu”) e le affida i cittadini che divengono suoi liberi servitori, avendo accettato, per amore, tale sudditanza di devozione e di amore. Gesù a sua volta, offre a ognuno la propria Madre come segno privilegiato per raggiungere la salvezza e quindi la vita eterna.

La scritta: “Genova, città di Maria Santissima”, compare sulla base della statua della Madonna posta sul Molo Giano, passaggio obbligato dal mare per entrare in città. Fu posta dal Cardinale Carlo Dalmazio Minoretti nel 1937, per celebrare dopo tre secoli la proclamazione di Maria Vergine Regina di Genova.

La base e la motivazione della dignità regale di Maria, abbondantemente espressa in ogni età, si trova nei documenti antichi della chiesa e nei libri della sacra liturgia dove si evince che la regalità di Cristo, Re dell’universo, Figlio di Maria, dovesse estendersi e riconoscersi alla Madre per indicare una oggettiva e tutta sua propria elevatezza e preminenza, superiore a tutte e a ciascuna delle creature umane.

La regalità di Maria si presenta “come” e “con” il volto materno mariano della Paternità- Regalità originale, ineguagliabile e insostituibile di Dio.

Nel popolo cristiano, sia universale che genovese, lungo il corso dei secoli, mai s'illanguidì la fede e la devozione mariana dalla quale emerge che la vergine Maria, Madre di Dio, presiede all'universo con cuore materno, ed è coronata di gloria nella beatitudine celeste. (cfr Pio XII:”Ad coeli reginam (l'11 ottobre 1954)

Anche oggi, i cittadini “genovesi” tanto per origine e/o per abitazione, quanto per simpatia e per situazione alquanto stabile, come pure i cristiani, emuli degli avi, ricorrono fiduciosi alla “propria” Regina Maria, mettendo ai piedi di lei i sentimenti di amore e di devozione di tutti i fedeli genovesi che, gloriandosi del nome di cristiani e di figli sudditi per amore di Maria, che ci hanno preceduto, hanno conservato fede e venerazione, devozione e preghiera, l’hanno testimoniata tramandata sommessamente ma fortemente, attestando che avere  e coltivare una buona relazione con Maria,  è sempre piacevole e fattibile a tutti e fa pure sempre bene a sé e a tutti. 

Per questo il Capitolo Metropolitano dei Canonici, corresponsabile, insieme e alle dipendenze dell’Arcivescovo, della Cattedrale dove è conservata e venerata la statua bronzea di Maria Regina di Genova, intende fare memoria del 387° anniversario di quel 25 marzo 1637 nel quale Doge e Arcivescovo di Genova, interpreti del sentimento mariano di Genova, si onorarono di eleggere Maria, la Madre di Gesù e di ogni essere umano, a propria Regina.

Quest’anno, dato che il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, ricorreva nella Settimana Santa, la celebrazione è stata rimandata a mercoledì 10 aprile, nell'ambito della celebrazione delle ore 8.45.

I cittadini e i cristiani di oggi, con i rispettivi vari Responsabili a diversi livelli e ragioni, non vogliono essere da meno di ieri; per questo potranno ritrovarsi insieme, come da segnalazione in riquadro, a ridire a Maria nella stessa Cattedrale di quel tempo:” rege eos” ossia “governaci tu”: tu sei e resti Regina di Genova, Città e Chiesa.  

Can. Guido Oliveri

Fonte: Il Cittadino
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