Il Vangelo di domenica 5 luglio
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-30In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
1 ‑ La nuova regalità ‑ Il profeta Zaccaria presenta il futuro Messia, Gesù Cristo, come un re, che entra nella nuova Gerusalemme dell’umanità redenta senza armi e segni di potere: ‘Egli è giusto e vittorioso, cavalca un asino, un puledro d’asina; annunzierà la pace alle genti’. E così il nuovo stile di grandezza divina e umana è l’umiltà non l’orgoglio, la mitezza non la prepotenza. Questi valori Gesù li attribuirà a se stesso, come espressione di vera e divina regalità: ‘Imparate da me, che sono mite e umile di cuore e sarete in pace con voi stessi’.
2 ‑ Una pregiudiziale – Il Vangelo dell’amore è diretto ai ‘piccoli’ per una ragione molto semplice: soltanto gli umili possono capirlo e accoglierlo. Infatti l’orgoglioso ostenta autosufficienza, autonomia assoluta, indipendenza totale, quindi non accetterà mai un ‘punto di riferimento’ superiore alla sua intelligenza e libertà; tanto meno accetterà di essere in difetto, in debito, in colpa verso Dio e verso gli altri. Ora, dal momento che Dio rispetta scrupolosamente la libertà umana, è salvato solo chi accetta di essere salvato!
3 ‑ La medicina – Essa è l’umiltà, dono di Dio che guarisce l’animo umano dal male dell’orgoglio, causa di ogni peccato. Questa medicina agisce in modo multiforme: a) ristabilisce un corretto rapporto con Dio, con se stesso e con gli altri; b) fa rinascere un positivo dinamismo interiore nella ricerca della perfezione. L’umiltà è così la via interiore più diretta verso Dio, se stessi e agli altri. Ce lo ricorda S. Agostino: ‘O uomo, se vuoi salire, discendi; tu, che per voler salire contro Dio, sei precipitato’ (cf. Confessioni 4,12,19).
4 ‑ La pace interiore ‑ Essa non risiede nell’insaziabile orgoglio, ma nella serena tranquillità dell’umiltà. Di fronte al mistero insondabile della Volontà divina, all’incognita degli eventi umani, ai problemi della convivenza con gli altri, al proprio limite, l’umiltà è l’unica e autentica pace del cuore, che ci mette al riparo da ogni forma di illusione e di delusione, dalla pigrizia, dal risentimento, dalla paura. Infatti la prima umiltà nei nostri confronti è accettare se stessi: solo così siamo veramente liberi e pacificati.
5 ‑ La misura dell’infinito – ‘Se vuoi raggiungere l’apice della perfezione, scava in te stesso le fondazioni dell’umiltà’ (S. Agostino, Lettera 118,3,22). Di fronte all’infinito ci si può accostare solo con una assoluta umiltà, sapendo bene che tutto è dono di Dio: senza di Lui non possiamo far nulla. Il Signore rifiuta sistematicamente gli orgogliosi e sceglie sempre gli umili perché non può ripudiare se stesso, che è l’umiltà infinita. Un esempio fra tutti: la vergine e madre Maria, l’umilissima fra tutte le creature! Se anche noi ameremo l’umiltà, questa parola di Gesù si avvererà in pieno: ‘Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Figlio se non il Padre e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare’ (Vangelo)’.
