Chiesa e Mondo
Farsi rifugio per i poveri. La sfida che ancora ci attende
Riflessioni attorno al Messaggio per la X Giornata Mondiale dei Poveri
La scorsa settimana la Chiesa ha diffuso il messaggio di papa Leone per la Giornata Mondiale dei Poveri 2026. La vivremo il prossimo 15 novembre ma, come da tradizione, il messaggio arriva sei mesi prima, per invitarci a compiere un percorso. Non si tratta infatti di vivere “una” Giornata mondiale, ma di fare di tutti i nostri “oggi” una giornata per i poveri. Infatti, scriveva papa Leone nel Messaggio 2025, “la Giornata Mondiale dei Poveri intende ricordare alle nostre comunità che i poveri sono al centro dell’intera opera pastorale”: quindi al centro non solo dell’aspetto caritativo ma di tutto ciò che la Chiesa celebra e annuncia. I poveri sollecitano a trovare sempre nuove forme per vivere oggi il Vangelo.
Sappiamo quanto il tema povertà sia drammatico, universale, complesso. Lo sappiamo dai diversi rapporti (vedi quelli di Caritas Italiana e Caritas Genova, appena pubblicati) che ci dicono come la povertà aumenti, si differenzi e, al tempo stesso, intrecci cause ed effetti. Quello che è locale diventa globale e viceversa. Non possiamo perseguire impegni e progetti per i poveri senza superare la territorialità, senza sentirci corresponsabili di quanto succede nel mondo, senza superare l’ottica dell’assistenza e dell’emergenza. E come cristiani, senza cercare la giustizia di Dio.
Il papa ci invita ad una revisione dei nostri atteggiamenti e riprendendo spunto dal Salmo 14 – “Il Signore è il rifugio del povero (cfr Sal 14,6)” – ci pone di fronte alla Parola e alla sua forza rigeneratrice.
Serve una coscienza comune che si fa popolo con tutti e in particolare con i poveri e da voce al loro grido. Significa riconoscere i volti e la complessità della povertà; sostenere quanti operano per la lotta alla povertà; partecipare ad azioni di lobbying per influenzare processi decisionali di istituzioni pubbliche spesso “distratte”, evidenziando che la priorità delle scelte, sia a livello locale che globale, è quella di mettere al centro l’uomo e l’umanità e che solo democrazia e coesione sociale possono garantire vita giusta e dignitosa per tutti.
Gigi Borgiani