Rapporto Censis sulla comunicazione: “L’informazione nel mirino”

Il 28 aprile il Censis ha presentato il suo 21° Rapporto sulla comunicazione dal titolo “L’informazione nel mirino”, strumento prezioso per capire l’evoluzione delle “diete mediatiche” degli italiani. L’informazione è nel mirino in primo luogo perché può costare la vita a chi la fa: Censis ricorda che nel 2025 sono stati uccisi 129 giornalisti, specchio di un mondo pervaso da guerre e violenze, mentre l’informazione di guerra occupa un posto sempre più preponderante nel flusso delle notizie quotidiane. Tuttavia, scrive il Censis, “l’informazione è nel mirino anche perché appare apertamente imputata dall’opinione pubblica di partigianeria, di perdita di indipendenza (..) e di avere, in sostanza, tradito la fiducia implicita nella domanda di conoscenza dei fatti e il diritto delle persone ad essere informati.”

Cambiano di conseguenza le abitudini mediatiche e le fonti di informazione: se da una parte infatti “si conferma il primato della televisione con il 93,2% degli utenti” dall’altra “calano i tg (-3,8%)”, “il 59,5% della popolazione cerca di evitare di informarsi attraverso i media più diffusi” mentre tra quanti usano i social, “7 italiani su 10 si informano con i reel”.

Buone notizie nel mondo dei libri: “i lettori sono il 42,4% degli italiani con un aumento del 2,3%”. E anche se “si consolida l’uso di internet (90,4%), degli smartphone (90,3%) e dei social network (86,2%)”, “il 61,6% dichiara che non si sentirebbe a proprio agio a informarsi attraverso un mezzo interamente generato dall’IA.” 

Leggi la scheda di sintesi su https://www.censis.it.