Il Vangelo di domenica 26 aprile

IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO A

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,1-10

In quel tempo, Gesù disse: 
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Letture: Atti 2, 14a.36‑41; 1Pietro 2,20b‑25; Giovanni 10,1‑10.

1 – Pasqua dello Spirito – Quando Gesù muore sulla croce e risorge da morte effonde due volte lo Spirito Santo, poiché dona al mondo tutto il suo amore divino e umano: ‘Emise lo Spirito’. In particolare, nella sera di Pasqua, Egli dona agli apostoli il potere di rimettere i peccati. Ecco perché Pietro, dopo la Pentecoste, predica così a tutti: ‘Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo’. In tal modo la salvezza è offerta a tutti gli uomini attraverso il ministero degli apostoli e dei loro successori: ‘Per voi è la promessa – è ancora Pietro che parla ‑ e per tutti i vostri figli e per quelli che sono lontani’. Lo Spirito Santo è un duplice dono di misericordia e di vita nuova.

2 ‑ Il buon Pastore ‑ Gesù è venuto al mondo e ha sacrificato la sua vita per raccogliere in unità gli uomini ‘perduti’ nelle vie del male: ‘Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al Pa­store e guardiano delle vostre anime’. L’umanità, con il peccato di Adamo ed Eva, aveva abbandonato il cuore di Dio e rifiutato la sua guida paterna. Vagava alla ricerca di una nuova, impossibile abitazione definitiva fra le creature; sarebbe stata facile preda del male e del nulla. Con l’incarnazione, morte e risurrezione, il rapporto di amore fra l’uomo e Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo e unico redentore, si fa più stretto e vitale: Egli è il buon Pastore, la guida, che cammina avanti a noi per avvertirci quantomeno dei pericoli, indicarci la nuova meta del cielo e assicurarci che non ci abbandonerà mai nel lungo e difficile cammino della vita. Se non riusciamo a camminare, ci prende sulle spalle e ci nutre di sé.

3 – La Porta – ‘Chi non entra nel recinto delle pecore per la por­ta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. I1 ladro non viene se non per rubare, distruggere, uccidere’. Sappiamo bene chi è il ladro che ruba la vita eterna all’uomo: il Maligno. Ma c’è un recinto sicuro per le pecore ed è quella comunità degli uomini che si chiama ‘Chiesa’. Essa offre il primo aiuto di salvezza proprio in quel recinto sacro e intimo, che è la coscienza di ogni uomo. Cristo si presenta come l’unico vero Pastore, capace di entrare nella coscienza dell’uomo senza togliere a lui la propria libertà e dignità. Chi si affida a Cristo può sempre ‘entrare e uscire e trovare pascolo’. Al contrario, la storia recente e passata dimostra che, quando l’uomo si affida a certe guide umane o a certe ideologie, non è mai più tornato indietro, perché il prezzo da pagare era proprio quello di perdere la libertà interiore e la stessa vita.

4 – Una verifica ‑ Fra le voci discordanti di questo mondo, che presenta­no messaggi di ogni tipo e qualità, è giocoforza esaminare tutto attenta­mente per riconoscere se il messaggio è in accordo o in contrasto con la voce di Cristo, buon pastore. Questo rapporto di verità e di fiducia non sempre è facile, perché la voce di Cristo è soffocata dal clamore del coro; ma resta comunque inconfondibile rispetto a tutte le altre. Anche il Vangelo lo conferma: ‘Le pecore conoscono la sua voce e lo seguono, ed Egli le chiama una ad una’. Naturalmente non sempre basta la propria coscienza come cri­terio di verità, ma è necessario misurarsi con la voce di Cri­sto che parla attraverso la sua Chiesa.

5Aprirsialla vitaL’apertura della porta ha un significato molto ricco: essa è immagine della libertà, che accoglie la vita come un dono; è immagine della buona volontà, che coglie al volo tutte le buone occasioni; è immagine della preghiera, con la quale bussiamo alla porta del Signore: ‘E’ la vita che deve bussare, è alla vita che si apre la porta. Si chiede, si cerca, si bussa con il cuore; è al cuore che si apre. Ma il cuore deve essere animato da spirito religioso e onesto: deve amare Dio disinteressatamente’ (S. Agostino, Discorso 91,3,3).