Genova e Liguria
Ex Ilva, prosegue il presidio dei lavoratori davanti alla sede della Prefettura
Prosegue a oltranza davanti alla Prefettura di Genova la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva. Nella mattinata di martedì 13 ottobre, una delegazione sindacale di Fim, Fiom, Uilm e Usb ha incontrato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in città per un confronto sulla vertenza. Al centro della protesta, l’annunciato aumento della cassa integrazione dal 15 novembre e la necessità di garantire allo stabilimento di Cornigliano le forniture di coils, i rotoli di acciaio indispensabili per mantenere attive le linee produttive. Dopo gli aggiornamenti giudicati insufficienti, i sindacati hanno deciso di prolungare lo sciopero. «A noi interessa che Genova continui a lavorare: è assurdo ricorrere alla cassa integrazione quando lo stabilimento è produttivo», afferma Nicola Apice, della Fim Cisl. Dal presidente della Regione Marco Bucci sarebbero arrivati aggiornamenti su alcuni contatti con il commissario Quaranta e su possibili aperture per l’arrivo della materia prima, ma senza quantità e tempi definiti. «Finché non ci saranno risposte esaustive, non ce ne andiamo».
La preoccupazione riguarda soprattutto la scadenza del 15 novembre, quando i lavoratori coinvolti nella cassa integrazione potrebbero passare da 280 a 970. «Se dovesse accadere, quei mille lavoratori saranno qui in piazza», avverte Armando Palombo, della Fiom Cgil. La trattativa per assicurare l’arrivo dei coils è in corso, ma resta necessario un impegno concreto: «Vogliamo nero su bianco un percorso alternativo ai tagli».
Nel corso dell’incontro, i rappresentanti sindacali hanno illustrato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi le preoccupazioni dei lavoratori, chiedendo un intervento per garantire la continuità produttiva di Cornigliano e scongiurare l’aumento della cassa integrazione. Al ministro è stata consegnata una lettera con una proposta per reperire sul mercato i coils necessari alle lavorazioni. Piantedosi si è assunto l’impegno a rappresentare le ragioni dei lavoratori al Governo e a favorire una risposta concreta in tempi rapidi.
La sindaca Silvia Salis, presente davanti alla Prefettura, ha riferito che la struttura commissariale e il Governo stanno lavorando proprio sulla richiesta avanzata da Genova. Si tratta, ha spiegato, di reperire sul mercato nazionale e internazionale la materia prima necessaria a uno stabilimento funzionante, che produce beni richiesti dal mercato. Per la prima cittadina, gli spiragli sono positivi, anche se non è ancora possibile fornire dettagli.
Resta però il timore che una soluzione limitata all’approvvigionamento di Cornigliano non sia sufficiente.
Il presidio proseguirà finché non arriveranno risposte concrete. La richiesta dei lavoratori è chiara: evitare nuovi tagli alla cassa integrazione e garantire la continuità produttiva di Cornigliano, senza lasciare che l’assenza di materia prima comprometta il futuro dello stabilimento.