Comunità diocesana
Staglianò: “La rivelazione è un sapere-amore”. Il dialogo tra teologia e scienze
IL PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DI TEOLOGIA SARÀ AL QUADRIVIUM MARTEDÌ 13 OTTOBRE, ALLE ORE 15
Teologo e saggista, monsignor Antonio Staglianò ha guidato la diocesi di Noto dal 2009 al 2022, quando papa Francesco lo ha chiamato a presiedere la Pontificia Accademia di Teologia (PATH). Figura di spicco del panorama teologico italiano, è noto per il suo impegno nel rinnovamento del pensiero teologico. Il prossimo 13 ottobre terrà la prolusione inaugurale dell’Anno accademico delle realtà teologiche genovesi. Il tema scelto gli è particolarmente caro: il dialogo tra teologia e scienze. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente.
Eccellenza, di che cosa ci parlerà martedì 13 ottobre?
«Cercherò di non andare fuori tema e quindi parlerò del dialogo tra la teologia, la scienza e le scienze. Pensi che nel primo millennio la riflessione teologica non si chiamava nemmeno teologia, ma era considerata la vera sapienza; teologi, piuttosto, erano chiamati i filosofi: Platone, Aristotele, magari anche i presocratici che studiavano l’origine di tutte le cose. La teologia si è costituita come scienza al sorgere delle università, quando Tommaso d’Aquino, recependo la metafisica di Aristotele, utilizzò il pensiero aristotelico per sviluppare la concezione di “scienza subalternata”. Questa espressione significa che la teologia è vera scienza, benché “subalternata” perché attinge la propria scientificità dal sapere della fede e dalla rivelazione cristiana».
Dunque, quando parla di scienze, non intende soltanto le scienze esatte, ma ha un’idea più ampia di “scienza”.
«Papa Francesco, rivolgendosi alla PATH con la lettera apostolica Ad teologiam promovendam, ha suggerito un compito per la teologia del futuro, ovvero quello della transdisciplinarità. Il Papa ha spiegato che non si tratta soltanto di ricercare la multidisciplinarietà o di interdisciplinarietà in senso generico, come quando studio un fenomeno da diversi punti di vista utilizzando gli strumenti forniti da scienze diverse; ma vuole che si cammini verso l’interdisciplinarietà in senso stretto. Il Papa la definisce come una cross-pollination, una sorta di impollinazione reciproca tra le varie scienze e la teologia. Quindi, quando parliamo di scienze parliamo sia di scienze esatte (astrofisica, meccanica quantistica), sia in generale di quelle che in Italia si chiamano scienze dello spirito, e parliamo della teologia come scienza».
Concretamente, per la teologia, questo che cosa significa?
«Entrare in un dialogo critico e transdisciplinare con le scienze significa conoscere le conquiste, i concetti e le parole di queste scienze che descrivono la realtà, assumere ciò che dicono di positivo e provare a ripensare, attraverso i loro concetti, le stesse formulazioni teologiche nel comunicare la fede».
Andrea Villafiorita
Sacerdote. Direttore Istituto Superiore di Scienze Religiose Ligure
L’intervista integrale su Il Cittadino n. 34