Avvenire a Genova: «Il giornalismo è relazione»

Il direttore Girardo racconta la scelta di dedicare un’attenzione speciale alla città

Venerdì 9 ottobre Genova sarà al centro del racconto del quotidiano Avvenire. Alle 17.30 alla Sala Quadrivium il forum “Genova e l’Avvenire. La città, le sue risorse, la Chiesa fuori dai luoghi comuni” restituirà il lavoro realizzato nelle settimane precedenti dalla redazione del quotidiano, che ha scelto di dedicare alla nostra città un’attenzione particolare, portando sul territorio giornalisti e una troupe per raccontarne storie, esperienze, fragilità e risorse.
Un racconto che vuole andare oltre le immagini già conosciute di Genova e incontrare le persone nei luoghi in cui vivono e operano.
Per capire meglio il senso di questa scelta abbiamo incontrato Marco Girardo, direttore di Avvenire, che spiega perché un quotidiano nazionale abbia deciso di investire sulla prossimità e sull’ascolto del territorio.

Direttore, perché Avvenire ha scelto di dedicare un’attenzione particolare a Genova?
Genova è una città particolarmente adatta a questo tipo di racconto perché è una città di confine e, nello stesso tempo, di apertura, con una forte identità storica. È segnata dalla presenza delle montagne e del mare ed è da sempre una via di comunicazione. Noi, come giornale, vogliamo venire sul posto soprattutto per incontrare le persone e ascoltare le loro storie.

Per questo lavoro Avvenire mette in campo giornalisti e una troupe per i contenuti video e social. Quanto è importante oggi, per un quotidiano nazionale, a fare giornalismo incontrando direttamente le persone?
Avvenire ha l’ambizione di essere anche un quotidiano nazionale di prossimità. Soltanto incontrando le persone, ascoltando le loro storie e andando nelle città, là dove esse vivono, possiamo raccontarle davvero.

Il 9 ottobre questo lavoro verrà restituito alla città. Come avete pensato questo momento?
È giusto dare voce alle istituzioni e all’amministrazione locale, al mondo ecclesiale – che spesso rappresenta un welfare aggiuntivo – e al mondo del Terzo settore. Ma l’obiettivo soprattutto è creare sinergia e mettere insieme le testimonianze. Non vogliamo semplicemente presentare una serie di esperienze, ma provare a metterle in relazione.

L’intervista integrale su Il Cittadino n. 32