Comunità diocesana
34ma Giornata Mondiale del Malato
Domenica 15 febbraio la S. Messa in Cattedrale
Il prossimo 11 febbraio, solennità di Nostra Signora di Lourdes, si celebra la 34ª Giornata Mondiale del Malato. Papa Leone ha intitolato il suo primo messaggio “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.
Il Pontefice pone al centro del suo Messaggio questa parabola per invitarci a riflettere sulla necessità di soffermarci a vedere gli altri attraverso uno sguardo “aperto e attento”.
In particolare, Papa Leone ci invita a rivolgere questo sguardo soprattutto a chi ha più bisogno di “vicinanza umana e solidale”.
Da questo sguardo nasce la compassione, quell’emozione profonda che spinge all’azione. In particolare verso la sofferenza altrui. La compassione, sostiene il Papa, è il “tratto distintivo dell’amore attivo”, perché si traduce in gesti concreti.
In questo suo primo messaggio, il Pontefice parla in prima persona della sua esperienza missionaria in Perù, dove ha potuto vedere e toccare con mano quell’amore compassionevole che anima operatori sanitari, familiari, medici, e tutti coloro che accompagnano e curano chi soffre.
“Il dolore che ci commuove non è un dolore estraneo”, dice il Papa, ma “ha il dolore di un membro del nostro stesso corpo”.
Nasce da qui una inevitabile riflessione sul mondo di oggi, dove la fretta, l’immediatezza e la rapidità sono vere e proprie e culture, stili di vita, modi di essere.
A questo si aggiunge una idea di successo e realizzazione personali dovuti in particolare al successo, alla carriera, all’immagine, che diventano la base per l’autostima e la dignità.
Ma, come sosteneva Benedetto XVI, la creatura umana si realizza nelle relazioni interpersonali. Da questo deriva la propria identità personale.
La dimensione fraterna delle relazioni deve includere anche coloro che soffrono, gli anziani e i malati.
Nella Diocesi di Genova, la celebrazione per la Giornata Mondiale del Malato sarà presieduta dall’Arcivescovo in Cattedrale domenica 15 febbraio alle ore 15.30.
Come ogni anno, al termine tutti coloro che lo desiderano possono ritrovarsi nel Museo Diocesano per una merenda condivisa.
