La parola
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II lettura di domenica 6 novembre - XXXII domenica del Tempo Ordinario

ANNO C - La risurrezione

II lettura di domenica 6 novembre - XXXII domenica del Tempo Ordinario

Dalla seconda lettera di S. Paolo ai Tessalonicesi
(2Tes 2,16-3,5)

Fratelli, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Il Signore guidi i vostri cuori all’amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

All'esortazione a restar saldi nella fede, Paolo fa seguire il monito che scaturisce dalla certezza che Dio, con ta sua Grazia, corrobora, dà efficacia, “conferma ogni opera e parola di bene”. Chi aderisce a Cristo non dispone solamente delle proprie forze umane, limitate, ma dell'assistenza di Dio, il quale accompagna l'uomo con il suo “amore”. Inoltre chi crede ha pure la certezza della “consolazione eterna” che controbilancerà ogni sofferenza. “La buona speranza”, cioè l'attesa dei beni eterni, costituisce il traguardo della fede e quindi dell'impegno esistenziale che la fede postula. Dunque una visuale ottimistica, che non teme concorrenza.
Ma il dono della fede, purtroppo, non è accolto da tutti. C'è chi lo re¬spinge o addirittura lo disprezza con perversità. Se ciò accade – Paolo sembra far riferimento a tale circostanza che si sta verificando a Corinto, da dove scrive si Tessalonicesi – la co¬munità cristiana deve sostenere chi predica la fede con la preghiera: la diffusione della Parola del Signore deve essere meritata anche dalla preghiera di chi già ha accolto il dono della fede. Alla coerenza della vita e alla preghiera corrisponde la fedeltà di Dio, il quale è in grado di confermare nel bene e di custodire dal male e dal Maligno, da Satana. La cristianità deve essere perseverante, fiduciosa, nonostante le avversità ricorrenti, così come “nella pazienza” deve saper attendere gli eventi e soprattutto il grande evento del ritorno di Cristo giudice, senza pensarlo o pretenderlo imminente, come alcuni Tessalonicesi sembrano congetturare.

Fonte: Il Cittadino
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