La parola
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II lettura di domenica 4 ottobre - Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi

XXVII domenica tempo ordinario (Anno A)

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica.
E il Dio della pace sarà con voi!

Prima di concludere la lettera, Paolo fa ancora qualche raccomandazione.
I cristiani, forti della consapevolezza della loro comunione con Cristo, non debbono lasciarsi “angustiare per nulla”.
In qualsiasi situazione di “necessità” possono ricorrere a Dio, mediante “preghiere” di lode, “suppliche” di aiuto, “ringraziamenti” per i benefici ricevuti.
Dio corrisponderà la sua “pace”, una pace che supera ogni aspettativa – “ogni intelligenza” – e che, “in Cristo”, cioè mediante la sua grazia, difenderà “i cuori” e le menti – “i pensieri” – da ciò che può recare turbamento o trepidazione.
Nulla deve angustiare, perché il cristiano ha considerazione per tutto ciò che è “vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, ciò che è virtù e merita lode”: nulla di quanto l’uomo ha a disposizione è, in se stesso, riprovevole; tutto ha valore, finché non viene deturpato o inquinato. Questa dichiarazione paolina è stata detta “la magna charta” dell’umanesimo cristiano, il quale pertanto valuta i beni terreni più e meglio di altri, nella loro valenza piena, non semplicemente ristretta all’esistenza terrena, ma rapportata all’eternità, cui l’uomo, volente o nolente è destinato.
Con semplicità l’Apostolo invita i Filippesi a ricordare il suo comportamento e quindi fare ciò che da lui hanno “imparato, ricevuto, ascoltato, veduto”. Conseguenza di tale condotta: sicuramente “la pace di Dio” nei loro cuori e nelle loro menti.

Fonte: Il Cittadino
II lettura di domenica 4 ottobre - Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi
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