La parola
stampa

I lettura di domenica 19 febbraio - VII domenica del Tempo Ordinario

Anno C - Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell'alleanza tra me e la terra.

I lettura di domenica 19 febbraio - VII domenica del Tempo Ordinario

Dal libro del Levìtico
Lv 19,1-2.17-18

Il Signore parlò a Mosè e disse:
«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui.
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

Mosè, nel suo ruolo profetico, riceve da Dio le disposizioni da comunicare “a tutta la comunità”, cioè a tutta l'assemblea del Popolo Eletto.
Israele è chiamato alla “santità”, non con un invito, ma con un “ordine”, che viene immediatamente motivato: “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo”.
La “santità” nell'Antico Testamento. non ha semplicemente un significato morale, ma ben più pregnante: indica fondamentalmente la trascendenza di Dio, in ragione della sua assoluta ed infinita perfezione, per cui egli è al di sopra di ogni creatura.
Un luogo, per esempio il tempio, viene santificato dalla presenza di Dio. Pertanto il popolo che egli convoca deve entrare in questa trascendenza, cioè essere segregato, consacrato per Jahvè. Ciò importa, come conseguenza, l'adeguamento di ogni atteggiamento umano alla volontà divina, quindi la “santità” morale. Il “santo – ricorda Sóderblom – è colui che con la sua persona prova agli uomini che Dio vive”.
Nel Nuovo Testamento la “santità” consisterà nella partecipazione alla vita di Dio, mediante il Battesimo e gli altri Sacramenti: tanto che San Paolo frequentemente denomina “ i santi” i battezzati.
Israele, popolo che appartiene a Dio, popolo in cui Dio abita, non può dunque non tendere alla santità, nella maniera più completa possibile.
Questo è il principio che giustifica, che dà ragione delle norme che seguono, destinate a delineare il retto comportamento dei membri della comunità.
Un comportamento “fraterno”, che non deve essere determinato dall'odio, dal rancore e quindi non deve sfociare nella vendetta. Infatti nell'ambiente veterotestamentario, che Dio, tramite Mosè, sta pazientemente, progressivamente educando e – appunto – santificando, la vendetta è consuetudine, come mezzo dì giustizia attuata individualmente.
Anziché “covare odio nel cuore” bisogna “rimproverare apertamente il prossimo”: o alla maniera della cosiddetta “correzione fraterna” (che verrà richiesta più precisamente nel N.T. (Mt 18,15) o almeno promuovendo regolare processo (il termine ebraico “hokiāh” – qui tradotto “rimproverare apertamente” – letteralmente significa “intentare un processo”).
“Il prossimo” nell'Antico Testamento è ogni membro della comunità israelita, mentre lo straniero non è “prossimo”. La prospettiva fraterna, per il momento – dato il progresso spirituale e morale ancor da compiere – è limitata al solo Israele, con qualche premessa di apertura: in Lv 19,34 si parla dell'amore dovuto anche allo straniero, che abbia preso stabile dimora tra gli Israeliti). -
“Amerai il prossimo tuo come te stesso”: è il comandamento che riassume e determina ogni altra norma concernente il comportamento sociale dei membri del Popolo di Dio. Comandamento fondamentale, che, unito all'altro – “Amerai Dio” (Dt 6,4-9) – costituisce la formula di preghiera quotidiana del pio israelita (“Shemā Ishrael”-“Ascolta Israele”) è quindi motivo di verifica della “santità” individuale. La trascendenza divina, che incute rispetto, sollecita sconfinato amore e pronta, umile obbedienza è ribadita dalla formula sintetica, che sigla ricorrentemente, quasi ritualmente, i Comandamenti: “Io sono «il Signore»”.

Fonte: Il Cittadino
I lettura di domenica 19 febbraio - VII domenica del Tempo Ordinario
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento