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Minori non accompagnati - Il dovere dell'accoglienza

Audizione di alcune associazioni e gruppi femminili in Consiglio comunale

Il metodo dell'ascolto reciproco ci ha accompagnato durante questi due anni di Sinodo della Chiesa Cattolica aprendoci alla comprensione del pensiero dell'altro e al dialogo. L’audizione in Consiglio Comunale del 19 ottobre sul tema dei minori non accompagnati ha messo in evidenza quanto questo metodo potrebbe rivelarsi utile anche per la politica.
Pur comprendendo le ragioni dell'opposizione e della maggioranza e anche della pur necessaria ricerca di visibilità degli schieramenti, esistono alcuni temi che dovrebbero essere al di sopra delle parti perché riguardano principi fondamentali come il rispetto della dignità delle persone e il bene comune della città: questo è tanto più importante quando si tratta di adolescenti già duramente provati e fuori dal loro contesto abituale.
Molte le associazioni, le cooperative e i singoli esperti auditi tra cui Il Cesto, il Ceis, Agorà, il Garante dei minori, Salah Hussein. All'audizione hanno partecipato anche il Cif, l'Udi, il Movimento di Rinascita Cristiana, i Consultori di ispirazione cristiana, associazioni di donne che hanno fatto esperienza insieme nel percorso sinodale.

L'assessore Rosso ha esposto la situazione attuale dei minori non accompagnati: 550 ragazzi, numero di posti Sai insufficienti, arrivi aumentati, minori accolti in strutture Sai, in comunità, in alloggi per neomaggiorenni.

Elenchi di alcuni filoni di intervento: incontri con i municipi, tutore istituzionale, strutture di screening per stabilire l'età e per chi abbia commesso reati, progetti per l'insegnamento dell'italiano, per il tempo libero, per lo sport anche con squadre miste. Molte le proposte e le richieste del terzo settore. In particolare la necessità di una prima e di una seconda accoglienza, un maggior numero di educatori e la difficoltà di gestire strutture eccessivamente ampie che non favoriscono un rapporto educativo, corsi di formazione per tutori, riconoscimento del lavoro degli educatori.
Affrontare l'organizzazione dell'accoglienza dei minori è indubbiamente un problema complesso che spetta prioritariamente all'amministrazione comunale e investe il ruolo delle forze politiche ma che deve coinvolgere anche la responsabilità di tutta la città e del suo tessuto sociale Sui progetti di integrazione è necessario avere il coraggio di investire le migliori risorse nella convinzione che tutto quello che si spende in educazione e formazione non va perduto ma è un patrimonio umano che resta nel tempo e che darà frutto.

Lo aveva ben capito Don Milani, di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita, che ai ragazzi di Barbiana ha ridato la parola “perché senza parola non c'è uguaglianza non c'è dignità”.
E allora dovremmo ripetere insieme “che nessuno vada perduto”: per ogni ragazzo un progetto di inserimento, un percorso di studio che preveda la padronanza della lingua ma anche corsi annuali professionalizzanti per favorire un inserimento più snello nel mondo del lavoro : è il lavoro, lo sappiamo, quella chance che dà libertà e che fa superare le diseguaglianze di partenza. Soprattutto è necessario evitare il rischio più grave, quello di costruire ghetti : ne sa qualcosa la Francia con le sue banlieue, ne sanno anche le nostre zone di degrado e di delinquenza che periodicamente esplodono e sarà allora difficile un percorso di integrazione.

Per questo vanno studiati progetti semplici che partano dai cittadini e dai quartieri, dalle parrocchie o dalle associazioni, iniziative che aiutino a creare amicizia con tanti ragazzi italiani, con tante famiglie genovesi per superare reciproci pregiudizi, per dare risposte a enormi solitudini e a povertà di senso.
E’ importante tessere reti e reti di reti, ricostituire le consulte per aggregare risorse e competenze intorno a progetti concreti e individualizzati, ma anche rintracciare spazi per nuovi oratori e per squadre di calcio aperte a tutti.
Pensare e lavorare insieme: può essere ancora una sfida ripensare a una città educativa che scopra il volto della fraternità.

Fonte: Il Cittadino
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