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Le idi di marzo

Le idi di marzo

George Clooney è conosciuto soprattutto per essere uno dei pochi divi ancora rimasti nel firmamento del cielo hollywoodiano. Ma il bell'attore americano si è cimentato anche dietro la macchina da presa. E con ottimi risultati. Il suo primo film, "Good night and Good luck", girato in bianco e nero e ambientato nel passato, aveva stupito per la capacità di Clooney di realizzare una pellicola raffinata e politicamente impegnata. La storia raccontava, infatti, le reali vicende di un noto giornalista americano impegnato nella lotta al maccartismo. Ora nelle sale italiane possiamo assistere ad un'altra pellicola di Clooney, in cui si ritaglia anche un ruolo da protagonista, che racconta i retroscena di una campagna presidenziale dei nostri giorni, dal titolo "Le Idi di Marzo". Sempre un'opera d'impegno politico, girata come un thriller, sullo stile di "Tutti gli uomini del presidente".
Un giovane ragazzo idealista lavora per il candidato democratico (interpretato da Clooney) e crede fermamente in lui e negli ideali che porta avanti nella sua campagna. Purtroppo si dovrà scontrare con una realtà ben poco idilliaca, quella che muove veramente le fila di ogni campagna elettorale: una realtà fatta di compromessi, meschinità, svendita dei propri ideali per accaparrarsi il voto dei magnati che possono spostare la bilancia delle votazioni. Dovrà adattarsi, altrimenti perderà ogni cosa.
La regia di Clooney è molto classica, coadiuvata da un cast di attori eccezionali (su tutti il giovane protagonista Ryan Goslin), e si dipana veloce come un'incalzante giallo in cui alla fine il protagonista deve perdere se stesso per poter sopravvivere. Un film che guarda in maniera pessimistica, o forse solo realistica, come funziona la macchina elettorale americana. Una vera battaglia fino all'ultimo colpo, in cui ogni cosa viene pianificata fino all'ultimo dettaglio. Dall'immagine, la postura, la voce, l'alt ezza sulla pedana del dibattito in cui ci si deve scontrare con il proprio avversario.
E ci mostra come sempre di più oggi la politica sia diventata schiava da una parte dell'immagine, dello spettacolo, e, dall'altra, dal denaro e dall'appoggio dei trust più potenti. Diventando così rappresentante solo di pochi e perdendo completamente di vista il suo compito di essere espressione del complesso della società. Colei che dovrebbe guidare saggiamente la vita della comunità.
 

Allegato: cattedrale_aperta_1.pdf (503,71 kB)

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