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Inside out

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Dal 16 settembre in 700 copie nei cinema italiani c’è un film che sta sbancando il botteghino così come ha fatto nel resto del mondo. È un cartone animato, “Inside Out”, ma non è un film per ragazzi, o almeno non solo per loro ed è forse anche per questo che è un successo planetario. In un susseguirsi di immagini sofisticate, ardite invenzioni e citazioni per cinefili, lo spettatore viene immerso “dentro” la mente della piccola Riley e, in modo esilarante, in quelle delle persone con cui interagisce. Ogni sua azione è guidata da un’avveniristica cabina di comando nel suo cervello dove le cinque emozioni - vere mattatrici della scena - interagiscono fra loro ad una consolle dei sentimenti che assomiglia molto ad una sala riunioni aziendale, dove, inutili dirsi, da tempo tutti noi parliamo di brain storming (tempesta di cervelli). Il film mette in scena, in metafore complesse ma sempre godibili, i Ricordi Base e l’archivio labirintico della Memoria a lungo Termine; il Baratro della Memoria, il Pensiero astratto e il Subconscio; la Cineproduzione dei sogni (ma anche di brutti incubi!), il Treno dei pensieri e Immagilandia. Insomma, avrete capito, senza che vi rovini ancora la sorpresa, che il mio consiglio è di andare al cinema anche se non avete un figlio che vi ha già tirato per la manica, ma quando sarete fuori dalla sala fatevi questa domanda: dove sono e cosa fanno i personaggi maschili nella storia? Ebbene sì: i geni della Pixar sono stati spietati nell’autocritica: i maschi sono solo comprimari, e sono Rabbia e Paura, due che mai sarebbero in grado di tenere dritta la barra e se non ci fossero le altre tre donne, da soli andrebbero senz’altro alla deriva! Scatti d’ira violenti come fiammate e comico timor panico per ogni cosa… sembrano solo questi i prodotti dell’universo maschile nel Quartier Generale “dentro” la protagonista anch’ella femminile come le eroine Gioia e Tristezza perfettamente assortite… Forse solo che in “Inside Out” gli uomini non fanno una gran figura, ma c’è pur sempre Bing Bong, amico maschile seppur immaginario, un personaggio che fa della generosità la sua ragion d’essere e che per amore è disposto a dare la vita. 

Allegato: anno_pastorale_ok.jpg (4,60 MB)

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