La parola
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II lettura di domenica 27 marzo - IV domenica di Quaresima

La riconciliazione - ANNO C

Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

La Pasqua di Cristo, in confronto con l’antica celebrazione, è anche più pregnante: opera un rinnovamento radicale, quasi una nuova creazione, una rigenerazione sul piano soprannaturale; “le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove”. Aderire a Cristo, alla sua persona, alla sua vita è rinascere, diventare “creatura nuova”. Gesù rappresenta l’incontro tra Dio e l'uomo: egli è la riconciliazione. Non esiste riconciliazione con Dio se non in Cristo, perché in lui si effettua la redenzione del peccato, a causa del quale la primitiva armonia è stata violata.

In Cristo – perché Uomo-Dio - è stata resa possibile la riconciliazione, altrimenti irrealizzabile. Infatti Cristo, come uomo, è stato in grado di rappresentare l'umanità peccatrice e come Dio ha conferito alla sua opera il valore infinito, indispensabile alla riparazione della gravità infinita del peccato. Ma la Pasqua di Cristo non è un avvenimento del passato, ha da essere rivissuto ed attualizzato continuamente. Di qui l'accorato invito di Paolo: “lasciatevi riconciliare con Dio!”, non disprezzando la sua iniziativa. È un appello che traduce un richiamo divino, giacché all'Apostolo, come “ambasciatore di Cristo” è stato demandato il compito di annunciare e di far vivere “la parola della riconciliazione”. L'apostolo è ministro di riconciliazione a nome, per autorizzazione di Dio.

La riconciliazione allora si attua, tramite il ministero apostolico, incorporandosi a Cristo. Ecco, ancora una volta, gli elementi della partecipazione alla Chiesa: l’adesione al ministero apostolico e la vita di Grazia. Due elementi costitutivi, che si esigono e si sostengono reciprocamente.

La riconciliazione si configura dell'uno e dell'altro.

Fonte: Il Cittadino
II lettura di domenica 27 marzo - IV domenica di Quaresima
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