Commenti
stampa

Cristiani nel mondo, dilaga la persecuzione

Oltre 2.100 gli edifici cristiani che sono stati attaccati

Qualche mese fa è stata riportato da molti giornali la notizia che la storica chiesa cattolica del villaggio di Chan Thar – nel distretto di Shwe Bo (regione di Sagaing) in Myanmar, costruita dai missionari cattolici nel 1894, è stata rasa al suolo dalle forze armate, al potere da quasi due anni in Myanmar, che “puniscono” la Chiesa per la sua difesa dei diritti umani e civili nel Paese.
Notizie che spesso passano velocemente nei nostri telegiornali e che non diventano il contenuto dei tanti talk show in onda ogni sera. In tanti pensano che la persecuzione non esista. Problema di comunicazione interna o scelta strategica di isolare la Chiesa?
La persecuzione nei confronti dei cristiani dilaga nel pianeta, realtà che fa male ai cuori e alla pace, senza lasciare prospettive di progresso e di giustizia sociale.
Nel rapporto annuale sulla libertà religiosa dei cristiani di Porte Aperte Onlus tra ottobre 2021 e settembre 2022 viene fotografata la situazione di cinquanta Paesi dove si perseguitano maggiormente i fedeli a Cristo, registrando per il 2022 i valori peggiori di almeno gli ultimi trent’anni, specialmente nei territori della Corea del Nord, Somalia, Yemen, Eritrea, Libia, Nigeria, Pakistan, Iran, Afghanistan, Sudan, India.

“L’anno appena trascorso è stato il peggiore per i fedeli. Sono stati oltre 360 milioni i cristiani che nel mondo hanno sperimentato alti livelli di persecuzione e discriminazione a causa della loro fede, ovvero un cristiano su sette (cinque anni fa era uno su dodici). Addirittura 312 milioni vivono in cinquanta stati in cui si parla di persecuzione molto alta o estrema”.
Papa Francesco nel discorso rivolto ai partecipanti al convegno del Dicastero delle cause dei santi su «La dimensione comunitaria della santità» richiama la vocazione alla quale tutti siamo chiamati e che non può compiersi se non nella carità. Essa dono dello Spirito Santo unisce in Cristo e ai fratelli e sorelle creando comunità. L’incontro con Gesù vive di questa dimensione comunitaria. La santità unisce e crea comunità, una santità familiare e una santità martiriale per cui ogni battezzato non vive da solo ma sempre vive con la comunità universale.

“E non dimentichiamo - dice Papa Francesco - che anche il nostro tempo ha tanti martiri! Spesso si tratta di «intere comunità che hanno vissuto eroicamente il Vangelo o che hanno offerto a Dio la vita di tutti i loro membri». E il discorso si amplia ulteriormente se consideriamo la dimensione ecumenica del loro martirio, ricordando gli appartenenti a tutte le confessioni cristiane. Pensiamo ad esempio al gruppo dei ventuno martiri copti recentemente introdotti nel Martirologio romano. Morivano dicendo: “Gesù, Gesù”, sulla spiaggia". Una santità martiriale che ci unisce e ci sostiene ma soprattutto diventa modello per il nostro tempo nel desiderio di unità per la Chiesa.

Il cuore di ogni cristiano soffre nel riconoscere come la violenza anticristiana stia raggiungendo un’intensità senza precedenti particolarmente nell’Africa sub-sahariana, con la Nigeria epicentro di massacri con 5014 cristiani uccisi.
Il numero totale stimato di chiese o altri edifici cristiani attaccati è 2.110, di cui oltre mille in Cina e almeno un centinaio ciascuno in Angola, Mozambico, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Myanmar.
“Nel rapporto, con il termine persecuzione si intende qualsiasi ostilità subita come conseguenza dell’identificazione dell’individuo o di un intero gruppo con il cristianesimo, considerando ogni sua denominazione. Questa può includere atteggiamenti, parole e azioni ostili nei confronti dei cristiani. Le ragioni sono varie: l’oppressione islamica, il nazionalismo religioso, l’antagonismo etnico-religioso, l’oppressione tribale, il protezionismo da parte di una certa denominazione cristiana, l’oppressione comunista e post-comunista, l’intolleranza secolare, la paranoia dittatoriale, il crimine organizzato e la corruzione”.

Il sangue dei martiri, diceva Tertulliano, è seme di nuovi cristiani. Esso è anche linfa di unità per la Chiesa, mistico corpo del Cristo. Il nuovo millennio si apre nuovamente come Chiesa di martiri, ma possiamo sperare che la loro testimonianza, raccolta, conosciuta e trasmessa con cura dalle nostre comunità sia una luce per la Chiesa e l'umanità: "I cristiani d'Europa e del mondo, chini in preghiera sul limitare dei campi di concentramento e delle prigioni, devono essere riconoscenti per quella loro luce: era la luce di Cristo, che essi hanno fatto risplendere nelle tenebre" (Lettera apostolica per il quarto centenario dell'unione di Brest, 12 novembre 1995, N.4).

Fonte: Il Cittadino
Cristiani nel mondo, dilaga la persecuzione
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento