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L'Arcivescovo al Te Deum: nel 2018 con un rinnovato amore per la città

Il Cardinale ha auspicato la realizzazione di una società civile educante 

L'Arcivescovo al Te Deum: nel 2018 con un rinnovato amore per la città

Nella solenne celebrazione del 31 dicembre, con il suo discorso ed il tradizionale canto del “Te Deum”, il Cardinale Arcivescovo ha messo il proprio cuore nelle mani della sua Chiesa, lodando e ringraziando il Signore per l’anno appena concluso. In particolare il Cardinale ha voluto ricordare gli avvenimenti che hanno costellato il recente cammino della Chiesa che è in Genova. Prima di tutto la visita del Santo Padre a Genova, lo scorso maggio: “Volevamo che la visita non fosse una parata o e un grande fatto di cronaca, ma un evento di grazia, un evento spirituale ed ecclesiale. E così è stato”, dice il Cardinale, aggiungendo che “il suo magistero nei vari ambienti fino alla messa conclusiva, la sua presenza immediata, i suoi gesti eloquenti, hanno segnato i nostri cuori e la nostra storia”. Poi, in ordine cronologico, ad ottobre c’è stata la celebrazione in occasione dei 380 anni della titolazione di Maria quale regina della città: “Nel prossimo anno, le sette zone pastorali della Diocesi verranno in pellegrinaggio alla cattedrale per pregare la Santa Vergine, e per ripetere et rege nos” – guidaci tu – che traduce l’invocazione del piccolo Gesù in braccio a sua Madre”. Infine il Cardinale ha ricordato l’anno giubilare per i 900 anni dalla consacrazione della cattedrale di san Lorenzo. Successivamente, il Cardinale ha volto lo sguardo all’impegno dei sacerdoti nelle parrocchie, case tra le case, luogo della concreta presenza della Chiesa nel tessuto della comunità sociale, ed al multiforme impegno nella carità verso le periferie della nostra città, così come lo sforzo nell’accogliere i migranti che costituisce “occasione ulteriore per crescere nella fede, nella speranza e nella carità evangelica”. Nella seconda parte del suo discorso il Cardinale ha richiamato l’attenzione su alcuni nodi della vita sociale. In primo luogo l’uscita dalla crisi sembra essere sì supportata dai numeri delle statistiche ma stenta ad essere riconosciuta nella quotidianità della vita delle persone, le quali debbono essere considerate in modo assoluto la priorità e la risorsa del nostro paese e della nostra città: il suo “è il bene dell’Italia – ha sottolineato il Cardinale – quanto più veloce sarà Genova, tanto più risponderà alla sua vocazione strategica per il bene del Paese”. In secondo luogo il Cardinale ha esortato a tenere vivo lo sguardo su alcuni temi che possono mettere in crisi la persona stessa, ammonendo che “sotto a determinate leggi – travestite da pietà e rispetto – vi è una filosofia utilitarista che riduce il soggetto a forza di produzione e di profitto, e che – quando l’individuo non è ancora efficiente o non lo è più – lo guarda con occhio mercantile come se fosse una merce che conviene comprare o lasciar perdere”. In risposta a queste difficoltà apparentemente insormontabili, il Cardinale ha offerto una possibile risposta: la necessità per la comunità civile ad essere educante, essere un luogo in cui la formazione delle persone sia al centro degli sforzi di tutte le agenzie educative proponendo “modelli di comportamento, degli ideali alti e veri, perché le giovani generazioni abbiamo dei riferimenti per costruire se stessi come persone solide, e per essere il futuro della propria Nazione”.

Sul sito www.chiesadigenova.it il discorso integrale pronunciato dal Card. Angelo Bagnasco.

Fonte: Il Cittadino
L'Arcivescovo al Te Deum: nel 2018 con un rinnovato amore per la città
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