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Cambiamenti in atto nelle Diocesi - L'esempio di Bologna

Linee portanti per un ripensamento della presenza ecclesiale

Cambiamenti in atto nelle Diocesi - L'esempio di Bologna

Secondo appuntamento con la rubrica di presentazione dei cambiamenti in atto in alcune Diocesi italiane, cambiamenti finalizzati ad un ripensamento della presenza ecclesiale sul territorio anche nell'ottica della diminuzione del clero.

2. La Diocesi di Bologna

Dal 27 ottobre 2015 la Diocesi di Bologna è guidata dal Card. Matteo Maria Zuppi, attuale presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
La Diocesi conta 410 parrocchie e 12 Vicariati. Dal settembre 2018 le parrocchie sono state raggruppate all’interno di 50 zone pastorali. Ogni zona è costituita da alcune parrocchie vicine per territorio; la zona è retta da un sacerdote moderatore e da un’assemblea zonale, formata dai parroci della zona pastorale, dai religiosi del luogo, dai laici delle parrocchie e dai membri di associazioni e movimenti sul territorio.
In apertura dell’Anno Pastorale 2022-2023, il Card. Zuppi ha indirizzato alla Diocesi la Nota Pastorale “Entrò in un villaggio”, pienamente inserita nel secondo anno del cammino sinodale “I cantieri di Betania”. Nella lettera si traccia il cammino diocesano per l’anno, e si declinano alcuni suggerimenti riservati in particolare agli ambiti delle Zone pastorali. L’Arcivescovo di Bologna invita a svolgere un’assemblea di Zona, in spirito di comunione, nel rispetto delle sensibilità e dei talenti di ciascuno, in modo da rendere complementari e armoniche le singole peculiarità nell’esercizio del ministero, ossia il servizio che il Signore “affida ad ognuno di noi per vivere il Vangelo e testimoniarlo al prossimo”.

L’invito ad essere Chiesa in uscita
Proseguendo nel suo messaggio alla Diocesi, per continuare a camminare insieme con quello stile sinodale più volte richiamato dal Papa, il Cardinale Zuppi invita all’accoglienza, e all’essere Chiesa in uscita: “Uno dei segni concreti di questa apertura è avere dappertutto chiese con le porte aperte”. Questa necessità di chiese aperte si collega direttamente con la consapevolezza, che deve santamente inquietare e preoccupare le coscienze, che tanti fratelli oggi “vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita”.
La sfida oggi dunque è quella di andare oltre la lamentela per una situazione che è radicalmente cambiata, per costruire invece la Chiesa “senza senso di sconfitta e minorità e senza arroganza, a servizio del mondo e degli uomini”.
Una Chiesa dunque in cui sentire – preti e diaconi, ministri istituiti e non, laici tutti – la responsabilità che viene dal battesimo.

Gran parte della Nota del Card. Zuppi è dedicata agli ambiti delle Zone pastorali in cui è divisa la Diocesi di Bologna. Ogni ambito, scrive l’Arcivescovo, coinvolge tutta la Comunità.
Per questo sono date alcune specifiche indicazioni in particolare per gli ambiti della Liturgia, dei Giovani e della Catechesi.

Ambito Liturgia
In questo ambito – scrive il Card. Zuppi – è necessario insistere nella formazione, e privilegiare in particolare la cura delle esequie e la Liturgia delle ore.
Ai riti funebri, cui prendono parte persone di varia provenienza che si trovano a vivere un momento di dolore e difficoltà, la Chiesa può offrire “un’importante esperienza della sua maternità”, attraverso una comunità presente e accogliente, “attenta nella cura del rito e fervorosa nella preghiera”.
La Liturgia delle Ore, allo stesso modo, va valorizzata nel tessuto ecclesiale, perché “strumento straordinario di comunione a Cristo”.

Ambito Carità
Nelle zone l’ambito Carità ha il compito specifico di tenere presenti tutte le realtà e le iniziative del territorio, e formare alla carità a tutti i livelli, non dimenticando questo tempo storico fatto di problematiche complesse che richiedono un lavoro in rete ed uno sguardo alla contemporaneità.
Se è acclarato infatti che il sostegno alimentare ed economico costituisce il caposaldo dell’assistenza resa finora, non si possono ora tralasciare le povertà che colpiscono fasce nuove di popolazione, e che vanno dunque indagate e comprese, per poter predisporre azioni concrete ed efficaci di presa in carico.
E’ chiaro che si rendono necessarie, in questa direzione, nuove sinergie frutto di un lavoro “insieme”, di un ascolto dei bisogni cui fa seguito un serio discernimento per capire l’urgenza delle nuove emergenze da fronteggiare, verso cui poco si potrebbe fare se non coordinando le attività di Zona.

Ambito Giovani
I suggerimenti del Card. Zuppi per la pastorale giovanile riguardano in particolare il cammino sinodale, lo scorso anno declinato nei Cantieri di Betania. Non va tralasciata, in questo ambito, l’ottica missionaria, poiché “sono i Giovani i migliori evangelizzatori dei Giovani”. Anche in questo caso, la programmazione delle attività va svolta a livello zonale.

Ambito Catechesi
Anche in questo ambito, la formazione di chi è impegnato nel servizio di annuncio e catechesi viene messa al primo posto.
Il Card. Zuppi ha invitato la Diocesi a lavorare sul tema “Parola di Dio e catechesi”, riflettendo sul ruolo della Parola negli itinerari di catechesi e creando nuove esperienze di ascolto nelle diverse Zone.

In conclusione alla sua Nota, il Card. Zuppi richiama la Diocesi alla centralità della comunione, rendendo le comunità “case di relazione intelligente fra di noi e con tanti”, per essere “un cuore solo e un’anima sola” e camminare uniti.

Foto: Meeting Rimini

Fonte: Il Cittadino
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