La parola
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II lettura di domenica 20 febbraio - VII domenica del Tempo Ordinario

La generosità -  (Anno C)

Fratelli, il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita.
Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.
Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. Come è l’uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l'uomo celeste, così anche i celesti.
E come eravamo simili all'uomo terreno, così saremo simili all'uomo celeste.

L'uomo ha da Cristo la possibilità di fruire di una vitalità spirituale, interiore che gli permette di realizzare la sua esistenza in maniera veramente profonda, sino ad attingere ciò che prima di Gesù neppur era ipotizzabile, sino a partecipare della sua risurrezione, non soltanto in senso spirituale, ma fisico.
Paolo dopo aver riaffermata la realtà storica della risurrezione di Cristo, quale fondamento, premessa e garanzia della risurrezione anche corporea dell'uomo redento, si sofferma sulle modalità della risurrezione e sulle qualità eminentemente spirituali dei corpi risuscitati, utilizzando alcune analogie.
Quindi dà la giustificazione, il fondamento di quanto asserito: Gesù Cristo porta all’umanità il principio vitale spiritualizzante. Come Adamo è stato il capostipite del genere umano, a livello di esistenza naturale, Cristo né capostipite sul piano soprannaturale, al quale eleva l’uomo.
L’Apostolo anzi precisa – contro eventuali obiezioni, accampate anche allora – che la vita soprannaturale è stata donata all'uomo soltanto dopo quella naturale, ad opera appunto di Cristo. L'apporto di Cristo è assolutamente nuovo: non si tratta di semplice ripristino di una condizione in cui l’umanità si era già trovata inizialmente, ma una condizione inedita.
Cristo, elevandola ad una vita soprannaturale (“celeste”), ricapitola in sé l'umanità, sino a renderla partecipe delle sue prerogative divine. L'uomo redento porta in sé l'immagine, i connotati corporei del progenitore terreno e i connotati soprannaturali (mutuati pure dai corpi dopo la risurrezione) di Cristo, “uomo celeste”, Uomo-Dio.

Fonte: Il Cittadino
II lettura di domenica 20 febbraio - VII domenica del Tempo Ordinario
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