La parola

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Il commento alla seconda lettura della Liturgia della Parola

Il passo evangelico proposto alla nostra meditazione è tratto, in questa domenica, dal vangelo di Giovanni: in realtà, è un racconto che è stato inserito nel testo del quarto vangelo, ma come stile, come genere e come linguaggio appartiene alla tradizione dei sinottici, alcuni studiosi lo attribuiscono proprio a Luca, l'evangelista della misericordia. Al centro della narrazione, sembra esserci questa donna, colta in adulterio, condotta davanti a Gesù, da un gruppo di scribi e farisei, pronti ad eseguire la condanna della lapidazione, prevista dalla legge mosaica.

Nel capitolo 15 del suo vangelo, Luca raccoglie tre parabole, in una cornice particolare: mentre si fanno vicini a Gesù i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo, i farisei e gli scribi mormorano, scandalizzati; proprio contro questo scandalo miope, Gesù delinea l'agire stesso di Dio, nelle tre parabole, quasi a dire: 'Io agisco così, travolgendo ogni misura, perché così agisce il Padre, così si fa visibile il Padre nella sua sorprendente misericordia'.

Il passo evangelico di Luca, proposto in questa terza domenica del tempo forte della Quaresima, è chiaramente costituito da due parti, che l'evangelista ha unito, per comunicare un messaggio incisivo ed essenziale: un breve dialogo tra Gesù e alcuni Giudei, e una parabola che va letta in continuità con le espressioni precedenti.

Nella seconda domenica del tempo quaresimale, la Chiesa propone il mistero della trasfigurazione del Signore, evento di luce e di gloria, attestato nei tre vangeli sinottici (Mt - Mc - Lc); è bene inserire la narrazione di Luca, nel contesto della sezione, rappresentata dal cap. 9 del suo vangelo: il capitolo si apre con la singolare menzione del tetrarca Erode che, sentendo parlare di Gesù, è perplesso, incuriosito (9,7-9), tanto che desidera vedere Gesù, 'cercava di vederlo' (Lc 9,9).

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore!Oggi, prima domenica di Quaresima, vengo nelle vostre Comunità, durante la Celebrazione Eucaristica, per rivolgervi una breve omelia. In un certo senso prendo il posto dei vostri Sacerdoti, che saluto con stima e affetto per la fedeltà generosa nel servizio pastorale tra voi e per voi. Essi rappresentano Gesù Buon Pastore e rendono presente il Vescovo, Successore degli Apostoli, Padre e Pastore della Chiesa Particolare che è la Diocesi.

Proseguiamo, in questa domenica, l'ascolto del discorso della pianura, assai più sintetico rispetto al parallelo discorso del monte in Matteo (cc. 5-7): di fatto, Luca concentra la sua attenzione sulle beatitudini e sul comandamento dell'amore, come strada per imitare il Padre.

Proseguiamo, in questa domenica, l'ascolto del discorso della pianura, assai più sintetico rispetto al parallelo discorso del monte in Matteo (cc. 5-7): di fatto, Luca concentra la sua attenzione sulle beatitudini e sul comandamento dell'amore, come strada per imitare il Padre.

Il vangelo di questa domenica propone a noi la pagina delle beatitudini, nella particolare versione di Luca: noi, probabilmente, abbiamo più familiari le otto beatitudini di Matteo, che aprono il grande discorso del monte (Mt 5-7); Luca, pone la scena in un luogo pianeggiante, al centro Gesù, circondato dai Dodici e dalle folle che lo ascoltano, incuriosite dai suoi prodigi e dalle sue parole.

In modo originale, Luca descrive nel suo vangelo la chiamata dei primi discepoli: mentre Matteo e Marco collocano l'episodio subito dopo le tentazioni nel deserto e l'inizio della predicazione di Gesù in Galilea (cfr. Mt 4,18-22; Mc1,16-20), il terzo evangelista ha già mostrato Gesù all'opera, nei miracoli compiuti a Cafarnao e inserisce l'evento della chiamata nella cornice di una pesca miracolosa, che ha un possibile parallelo in Gv 21, nella terza manifestazione del Risorto ad un gruppo di discepoli.

Continua, in questa domenica, il racconto di Luca incentrato sul solenne inizio del ministero messianico di Gesù, consacrato nello Spirito, racconto ambientato nella sinagoga di Nazareth: dopo l'inatteso annuncio del compimento 'oggi' della parola profetica, abbiamo davanti agli occhi la reazione dei concittadini di Gesù, che improvvisamente trapassa dallo stupore di fronte alle sue parole allo scandalo, all'ostilità, al rifiuto violento.