Commenti
stampa

Giustizia, una riforma lungamente attesa

L’Europa sostiene economicamente l’Italia, chiamata ad agire per lavoro e ripresa

La Commissione europea nel Rapporto annuale sulla Giustizia sottolinea: "Il buon funzionamento e la piena indipendenza del sistema giudiziario può avere un impatto positivo sugli investimenti e contribuire alla produttività e alla concorrenza", riconfermando la forte attenzione dell'Ue sull'efficacia dei sistemi giudiziari. Come ormai accade da nove anni (da quando è stata istituito questo Rapporto) l'Italia figura negli ultimi posti per la lentezza nelle procedure, i tempi lunghissimi per dirimere le liti civili, il numero di magistrati decisamente sotto la media dell'Unione ed il ritardo nella digitalizzazione. Ogni anno in Italia il numero delle cause civili, amministrative e commerciali raggiunge il numero record di 4 milioni e sono necessari oltre 500 giorni per arrivare ad una sentenza civile di primo grado. La spesa pubblica per la giustizia è sostanzialmente in linea con la media europea e si attesta intorno allo 0,3 per cento del Pil, ma con la metà di magistrati per 100mila abitanti rispetto alla Germania e con un ritardo tecnologico nella digitalizzazione dei processi che contribuisce ad allungare ulteriormente i tempi processuali in particolare nei Tar dove il supporto digitale è quasi inesistente. In questo quadro sconcertante i vertici di Bruxelles confermano la loro volontà di seguire con la massima attenzione gli impegni presi dal nostro governo nell'ambito del Recovery Fund e del Pnrr sulla riforma della giustizia e sull'evoluzione tecnologica. La riforma approvata dal Consiglio dei ministri deve trovare il massimo supporto in Parlamento come confermato anche dal Commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni che, in occasione del suo intervento a "Repubblica delle Idee", ha ricordato: "Quella della giustizia è una delle riforme principali che ci viene chiesta e per la prima volta ci sono passi avanti. I diritti sono il nostro fiore all'occhiello. Abbiamo successo economico, ma anche le libertà", ed ha aggiunto: "L'Italia ha un record negativo che è la lentezza della giustizia. In particolare di quella civile. Questo è un handicap in particolare economico. Per le imprese che vogliono investire nel nostro paese, il fatto che una qualsiasi controversia abbia tempi non compatibili è un problema. Nel piano italiano se ne parla poco ma l'obbiettivo principale per noi a Bruxelles è colmare questo ritardo. Anche i cittadini italiani hanno diritto a una giustizia con dei tempi europei".

Le autorità bancarie europee sono in grande allarme per gli stress test di fine luglio che alzeranno la cortina fumogena stesa sullo stato di salute delle banche nel momento della crisi dovuta all'emergenza sanitaria e sulla loro capacità di resistere a nuovi scossoni o avvenimenti avversi che potrebbero verificarsi in futuro. La presidente della Bce Christine Lagarde ha sottolineato i rischi legati alla pandemia da Covid19 ed alla variante Delta: "E’ un fattore di incertezza, che agirebbe pesantemente sulla valutazione dei rischi".

Andrea Enria, presidente del Consiglio di Sorveglianza bancario di Francoforte, ha confermato i timori che si stanno diffondendo sui Npl (i crediti difficilmente esigibili) e i derivati, evidenziando le difficoltà che potrebbero nascere sulla rappresentazione dei crediti in difficoltà, confermando che i risultati delle indagini più recenti della Vigilanza hanno individuato dei "rischi misti" e alcune banche che "hanno dimostrato gap sostanziali che devono essere affrontati" dopo un periodo di congelamento di oltre 18 mesi che ha inevitabilmente aggravato ogni tipo di problematica legato alla solvibilità futura di imprese e famiglie. Lo scenario post pandemia, come era facilmente prevedibile, conferma un'Unione Europea disponibile ad aiutare il nostro paese ad avviare la ripresa ma in un contesto serio e monitorato senza grandi spazi di manovra, per dar corpo alle illusioni urlate troppo spesso sui media. Il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz, arrivando a Venezia per il vertice del G20, ha riconfermato che non è necessaria una riforma del Patto di stabilità poiché durante la pandemia "I criteri di Maastricht hanno dimostrato di avere tutta la flessibilità necessaria" e che pur condividendo "la valutazione positiva della Commissione Ue sulle riforme e gli investimenti previsti dall'Italia" è indispensabile che il nostro paese "Combini immaginazione, capacità progettuale e concretezza per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all'interno di un'Europa più forte e solidale. L'Italia deve affrontare ora la sfida di implementare i suoi piani e di portarli a compimento".

La Bce ha varato un nuovo approccio per gli obbiettivi dell'inflazione approvando all'unanimità la decisione di cancellare il target di tenere l'inflazione "vicino o al di sotto del2 %" consentendo ai prezzi di salire al di sopra di questa soglia, considerata fino ad oggi invalicabile, senza necessariamente alzare i tassi di interesse o adottare politiche restrittive. Con questa decisione l'Europa compie un ulteriore passo avanti anche in favore del nostro paese che, con un debito pubblico record arrivato al 160% del Pil, è particolarmente sensibile agli effetti di eventuali variazioni al rialzo del costo del debito. Purtroppo molti segnali non sono positivi come quanto sta accadendo con la nomina del magistrato di Cassazione Bruno Giordano alla guida dell'Ispettorato nazionale del lavoro, ancora ferma a causa della mancanza del via libera del Consiglio superiore della Magistratura nonostante il ministro del Lavoro Andrea Orlando anche a Montecitorio abbia sollecitato una celere conclusione delle procedure previste per il conferimento dell'incarico. Al tono diplomatico del ministro si contrappone la dura realtà quotidiana con continue morti sul lavoro e risulta incomprensibile come, per giochi di potere, si possa ostacolare una procedura che permetterebbe di avere maggiore incisività ed efficienza per rendere più sicuri i posti di lavoro e salvaguardare la vita umana. Con l'ultima previsione della Commissione europea che ha aggiornato la stima del tasso di crescita per l'Italia nel 2021 al 5%, il nostro paese non può permettersi di buttare via l'opportunità che ci è stata offerta dai nostri partners. Il Parlamento e tutte le forze politiche devono lavorare per agire rapidamente per rimettere in moto un paese che, per ora, sprofonda ogni giorno in una situazione economica e sociale sempre più grave.

Fonte: Il Cittadino
Giustizia, una riforma lungamente attesa
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento