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Crescita del Paese con lavoro e coesione

Dopo l’approvazione del Recovery Plan

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen in visita a Roma ha consegnato al premier Mario Draghi l'approvazione del Recovery Plan dell'Italia e ha ribadito il pieno supporto dei partners al nostro paese confermando che "Sono qui a dire che avete il nostro appoggio totale.Il vostro piano è ambizioso e lungimirante" e lasciando il piano che dovrebbe permettere all'Italia di fare il balzo in avanti indispensabile per la ripresa ha ricordato che "L'Italia ha ispirato un intero continente nella battaglia contro la pandemia ,mostrando quale sia il vero significato della solidarietà". Il premier Draghi nel ricevere il Piano e in italiano un "grazie Mario" della Von der Leyen ha approffittato dell'occasione per riprendere il tema della trasformazione di parte degli aiuti concessi per l'emergenza sanitaria in fondi strutturali sottolineando che "Se l'attuazione del piano va in porto sono certo che alcune parti dello sforzo fatto dai Paesi Ue e dalla Commissione rimarranno strutturali.Abbiamo una grande responsabilità. La sfida è attuare al meglio i progetti". In questo modo il premier conferma ai paesi del Nord ,che si oppongono ad ogni ipotesi di rendere strutturali questi aiuti, la volontà di lavorare bene e velocemente sui progetti inseriti nel Piano nazionale rivendicando la possibilità di far fare all'Europa un salto in avanti in tema di solidarietà reciproca tra stati membri.
Entro quattro settimane il Consiglio e successivamente l'Ecofin, che si riunirà il prossimo 13 luglio, daranno il via libera definitivo all'erogazione della prima tranche da 24,89 miliardi di euro, su un totale di 191,5, che dovrebbe arrivare al Tesoro entro la fine di luglio mettendo in moto la più grande sfida per il nostro paese dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Mario Draghi oltre alla grande soddisfazione per quanto sta accadendo di positivo in questi giorni non nasconde la portata dell'vento e le tante difficoltà che dovranno essere superate nella fase attuativa dei progetti ricordando che "I soldi devono essere spesi tutti, ma soprattutto bene.In maniera efficiente, efficace ma anche con onestà" e la presidente Von der Leyen ha ricordato che il via libera ricevuto da Bruxelles "È l'inizio di un'attuazione che sarà dura. Dovremo lavorare insieme e e la Commissione sarà accanto a Voi passo passo.
Un'Italia più forte rende l'Europa più forte" confermando che l'Europa vigilerà sull'avanzamento dei progetti, la correttezza delle procedure e l'attuazione delle riforme.
Mario Draghi ha risposto ribadendo che "Intendiamo procedere con velocità ed è cruciale tagliare la farraginosità della burocrazia e riformare la giustizia" non nascondendo che "Si, è vero c'è sicuramente il rischio che, come accaduto in passato, il piano si risolva in un annuncio, con fondi molto ingenti che non sono stati spesi ma c'è la volontà politica di fare e la capacità amministrativa di farlo".
Mario Draghi in occasione della visita a Barcellona per consolidare l'asse con la Spagna al momento di ricevere il prestigioso premio al Cercle d'Economia, un prestigioso cenacolo di discussioni sulla politica, la società e l'economia per la Costruzione dell'Europa che glielo aveva assegnato ai tempi della presidenza della Bce, ha confermato che è "Essenziale una politica fiscale espansiva. In passato abbiamo dato la democrazia per scontata e ignorato i rischi del populismo" e ricordato che "C'è un ritorno alla crescita e potrebbe essere più robusta delle previsioni" ma "le prospettive complessivamente favorevoli nascondono alcuni rischi significativi" in particolare legati alla minaccia delle varianti del virus ed alla profonda trasformazione del modello di sviluppo delle economie avanzate.
L'obiettivo minimo per il nostro paese deve essere quello di riportare l'attività economica in linea con la traiettoria precedente alla pandemia ma correggendo le gravi iniquità esistenti partendo dalla guerra tra poveri che esiste, per esempio, nel comparto della logistica dove in sconfinati capannoni immersi nel nulla migliaia di lavoratori scaricano e caricano giorno e notte sui camion le merci con poche tutele, spesso inquadrati in cooperative con regole non chiare con rapporti economici governati da algoritmi che nessuno capisce ma che devono essere accettati per poter aver diritto a lavorare.
Un settore con un giro d'affari nel nostro paese di oltre 100 miliardi di euro , pari al 7 % del Pil, si scopre ora in parte basato sull'inferno degli appalti, dei subappalti, delle false coop e dell'evasione fiscale e contributiva per soddisfare una clientela finale che non vuole vedere quello che sta accadendo per non perdere il folle privilegio di ricevere a casa, in un tempo irragionevolmente breve ed ad un costo insostenibilmente basso per chi offre il servizio, oggetti spesso insignificanti e privi di una reale utilità ed urgenza.
Per compensare l'enorme aumento del debito pubblico e creare nuovi posti di lavoro stabili è necessaria una forte crescita economica sostenuta da una politica fiscale espansiva che possa ridurre le diseguaglianze e l'impoverimento del lavoro, che ha colpito in particolare i giovani e le donne, mettendo di nuovo al centro l'importanza della coesione sociale sostenendo e riqualificando chi perde l'occupazione e riducendo il divario tra l'offerta e la domanda di lavoro.

Fonte: Il Cittadino
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