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Al cinema - Europa

Regia di Haider Rashid

Al cinema - Europa

Interpreti principali: Adam Ali, Svetla Yancheva, Pietro Ciciriello. Durata 75 minuti.

Al confine tra Turchia e Bulgaria, un gruppo di migranti cerca di giungere nell'Europa occidentale. Vengono però scoperti e rigettati indietro con violenza, ma Kamal, un giovane iracheno, riesce a fuggire in una cupissima foresta cercando di sfuggire agli spietati inseguitori.
All'interno del Missing Film Festival (che si concluderà a Genova il 30 novembre), nella sezione Extra giunge questo piccolo film, piccolo solo nel senso della brevità, di Haider Rashid. Presentato all'interno della Quinzaine des Realisateurs all'ultimo Festival di Cannes, racconta la fuga disperata all'interno di una interminabile foresta, piena di insidie, di un giovane che rappresenta tutti coloro che in qualche modo cercano di fuggire da situazioni estreme e altrettanto disperate.
Il film è quasi "muto", nel senso che sono pochissimi i dialoghi, le frasi, le parole, mentre ciò che si sente è il respiro di chi corre nel buio della notte, i rumori della corsa, le grida dei mercenari che inseguono. Un film realistico, quasi concreto nella sua totale aderenza alle sensazioni fisiche di spavento, di fame e di angoscia di chi è in fuga verso la sopravvivenza.
Il film presenta qualche momento di incertezza, ma ha il merito di non cadere nella semplice compassione e di immergere lo spettatore nella concretezza dell'esperienza dei migranti, uomini, donne e bambini che attraversano la cosiddetta rotta dei Balcani in condizioni impietose e a cui le organizzazioni umanitarie e le associazioni cristiane cercano di prestare soccorso, mentre il Papa non smette di richiamare al senso di umanità.
Il film si conclude con un cartello che contiene una dichiarazione fatta da un profugo afghano, Khamran Khan: “Abbiamo attraversato la Bulgaria a piedi, per cinque giorni e cinque notti. Soprattutto le notti, attraverso le foreste, per paura di essere arrestati.
All’inizio il gruppo era molto più numeroso. Abbiamo perso molti di loro in Bulgaria: si sono persi nel buio. Non sappiamo dove siano e se siano ancora vivi”.
Il titolo riecheggia, forse involontariamente, un altro film "Europa, Europa" di Agnieszka Holland del 1990, anche questo ambientato su un confine, tra Germania e Polonia, durante il nazismo. Insomma, "Europa", pur con qualche difetto, ha il merito di porre domande su temi di grande valore etico e morale.
Il regista è nato nel 1985 a Firenze, da padre iracheno di origine curde e da mamma italiana; dedica la sua opera, ormai il suo quinto lungometraggio, alle due nonne Anna e Nazahat.

Fonte: Il Cittadino
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