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Al cinema - Diabolik

Sullo schermo la rivisitazione del celebre fumetto

Regia di Marco e Antonio Manetti. Interpreti principali: Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Claudia Gerini.

Nella città di Clerville sta per giungere una ricca ereditiera, Eva Kant, che possiede il preziosissimo diamante rosa. Naturalmente lo spietato Diabolik non potrà che elaborare un piano per impossessarsene, ma rimarrà letteralmente stregato dall'affascinante Eva Kant. Intanto l'Ispettore Ginko, con i suoi uomini, elabora un piano infallibile per catturare il ladro. Era il 1968 quando il regista Mario Bava, considerato da molti come il capostipite dell'horror all'italiana, porta sullo schermo "Diabolik". Da allora nessun regista ha fatto un film su questo personaggio. Come tutti sanno "Diabolik" nasce dal fumetto creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. Angela proveniva dalla casa editrice Astoria di proprietà del marito editore Gino Sansoni. Se ne distaccherà per fondare l'Astorina con la quale pubblicherà, insieme a Luciana, uno dei fumetti italiani più longevi. Appunto, "Diabolik”.

Ambientato nello stato immaginario di Clerville, il film riprende uno degli episodi cult del fumetto, il numero 3 intitolato "L'arresto di Diabolik", in cui il "re del terrore" incontra per la prima volta Eva Kant. I Manetti, dopo Mario Bava, sono i primi a cimentarsi con questi personaggi. I due fratelli provengono dalla regia di molti film di stampo poliziesco, compresa la serie televisiva dell'Ispettore Coliandro, tratto dai racconti di Carlo Lucarelli. Girato tra Cormayeur, Milano, Bologna e Trieste (che fa da sfondo alla città di Ghenf), il film presenta aspetti più o meno buoni: un raffinato lavoro di computer grafica ha permesso di creare ambientazioni, soprattutto quelle esterne, che rispettano le atmosfere cupe e fredde del fumetto; anche la narrazione è condotta da un forte senso dell'attesa capace di creare quella suspense necessaria a coinvolgere anche i lettori che già conoscono la trama. Tra gli interpreti spicca decisamente per bravura Miriam Leone nella parte dell'algida Eva Kant, sulla quale indugia particolarmente la cinepresa facendone un personaggio femminile di maggior carattere rispetto a Diabolik; Valerio Mastandrea nei panni di un malinconico Ispettore Ginko, rivela come sempre talento e spessore. Purtroppo è forse proprio il personaggio del famoso ladro ad essere quello meno intenso. Naturalmente la storia non ha lo scopo di creare messaggi di tipo etico o morale, poiché l'intento è quello semplicemente di cimentarsi con uno dei fumetti più famosi e longevi nel panorama italiano e comunque il film, a metà tra il noir e il melò, si rivela godibile.

Fonte: Il Cittadino
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