“Lorenzo Perosi, una vita tra genio e follia”

Domenica, 16 Luglio, 2006

Un libro di 235 pagine, da meditare, e generoso con il lettore che non vuol 'consumare in fretta'. Il protagonista Don Perosi, autore di musica sacra, fu amatissimo dal pubblico e da artisti come Mascagni, Puccini, Toscanini, Mahler e Beniamino Gigli; 'scosse l'universo della musica' dall'esecuzione della Cena del Signore nel 1897 a 25 anni fino al 1950 con Il Nazareno.
Il libro ci guida a capire un uomo geniale, con un'avvertenza: il genio sfugge a classificazioni e la sua follia appare fonte di verità.
L'autrice, Graziella Merlatti, oltre che per Il Cittadino scrive per l'Osservatore Romano; con l'Ancora ha pubblicato Etty Hyllesum, un cuore pensante e Bruno Hussar, profeta del dialogo. Ci racconta la storia di Perosi dalla sua casa di bimbo, la 'piccola Chiesa domestica' in cui fu educato, lungo i successi ma anche i contrasti della vita, da feroci incomprensioni all'interdizione chiesta per lui dalla famiglia. Lorenzo, che discende da una stirpe di maestri organisti, studia al Conservatorio di Milano, poi alla scuola di musica sacra di Ratisbona. Nel 1893 al Seminario di Imola fonda la Cappella dei giovani cantori e inizia l'opera di innovatore delle Scholae cantorum: l'anno successivo per invito del Patriarca Giuseppe Sarto (poi Papa Pio X) è alla Marciana di Venezia, nel 1898 direttore aggiunto alla Sistina di Roma. Nel 1902, Papa Leone XIII, su suo suggerimento, emana un'ordinanza per non utilizzare più nelle Cappelle cantori evirati, particolare che testimonia la 'cura' dell'artista vero l'umanità di ciascuno. Ci commuove il ricordo in morte di Ferruccio Menegazzi, piccolo cantore della Marciana per cui compose lo struggente 'Beati qui lugent'. Come 'creava musica' è raccontato da don Orione, suo coetaneo e amico da ragazzi in Tortona. Lorenzo soffriva di malinconie e per distrarlo un giorno lo accompagna a trovare il fratello in un seminario fuori città. Nel passare sopra un piccolo fiume, Perosi fa arrestare il calesse e camminando su e giù per il greto annota su un foglio di giornale ciò che gli suggerisce il rumore d'acqua: a sera compose l'Alleluia della Risurrezione di Cristo. Più tardi a Venezia delle grandi Messe che stava creando in quel periodo scrisse: 'Sono nate sull'acqua...' La vita lo ispirava ma la spinta a metterla in note gli veniva dalla fede. A chi lo pensava compositore di musica sacra in quanto prete risponde: 'A 22 anni, già abbastanza maturo, liberissimo di me stesso e avendo girato mezza Europa, ero secolare, ma da anni mi ero dedicato alla musica religiosa'. La I guerra mondiale lo mette in crisi, non può aiutare i soldati con la musica e dilapida le sue sostanze offrendo soldi a loro e ai poveri fino al punto che per mantenersi cerca un posto di traduttore di lingua russa in Vaticano. La famiglia lo fa interdire per infermità mentale e perché viene modificando i suoi capolavori e può danneggiarli. L'artista però in un'intervista confida la sua 'noia' per il comporre: 'Mi è agevole come camminare o respirare, invece lo studio del tedesco e del russo mi affatica tremendamente e per questo lo adoro'. Folle lui, il Perosi, o chi voleva 'ingabbiarlo' nel ruolo di Maestro? Anni dopo 'guarì' e tornò a comporre altri capolavori.

Maria Luisa Bressani

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