Slot: bambini a rischio! Ticket redemption: si compra il futuro dei più piccoli - Presidio lunedì 27 marzo

22/03/2017

Che cosa sono i “ticket redemption”? Sono slot machine per bambini, non permettono di vincere soldi ma “ticket” con i quali ottenere premi. Che differenza c’è con le slot per adulti? L’importante è “giocare”, vincere. I bambini? Meglio educarli da piccoli. Si vive di denaro e fortuna. Non arrivi alla fine del mese, non sai come pagare la bolletta della luce? Gratta e vinci! A fronte di una forte contrazione dei consumi e dei risparmi familiari negli ultimi anni cresce la voglia di giocare nella speranza di un colpo di fortuna.
Sono circa 95 i miliardi spesi nell’azzardo dagli italiani nel 2016. E come se ognuno di noi (sì, ognuno di noi!) spendesse oltre 1500 € ogni anno in questo che chiamano gioco. E mentre aumenta il fatturato, aumentano anche le persone e quindi le famiglie che si rovinano giocando, che si rivolgono poi alle nostre strutture, alla Fondazione Antiusura, ai servizi sociosanitari. Secondo i dati dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale delle Dipendenze, organismo tecnico della Regione Liguria che monitora il fenomeno del gioco d'azzardo patologico, i soggetti in carico ai Sert liguri sono triplicati in sei anni: dai 116 del 2011 ai 368 del 2016. Fenomeno peraltro sottostimato in quanto, secondo il Dipartimento Salute e Servizi Sociali della Regione, i soggetti che si rivolgono a questi servizi sono solo una modesta percentuale rispetto al reale bisogno. La Asl 3 Genovese nel 2016 ha seguito 116 giocatori patologici. Nel territorio della Asl3 si giocano ogni anno un miliardo e duecento milioni di euro. Le persone seguite sono solo la punta dell'iceberg: a Genova si stima che il problema riguardi almeno 8mila persone, soprattutto anziane. Il fenomeno dell’azzardo dilaga a dismisura e coinvolge sempre di più giovani, ma anche bambini. In questi anni, insieme con tante altre realtà, abbiamo più volte ribadito che l’azzardo non è un gioco. E’ una distorsione della cultura sociale, una malattia per moltissime persone e famiglie, una causa in più di povertà che come Fondazione Auxilium incontriamo quotidianamente. Aumentano in maniera esponenziale le persone che si rivolgono alla Fondazione Antiusura; le connessioni con la criminalità sono note (vedi ultimi fatti ed arresti a Lavagna).
Oggi la Regione Liguria è orientata a prorogare la legge regionale 17/2012 che aveva concesso agli operatori un tempo sufficiente, cinque anni, per adeguarsi alle normative, in base alle quali dal 2 maggio prossimo non sarebbero rinnovate le concessioni in scadenza a quei punti gioco che sono sotto la distanza minima obbligatoria di almeno 300 metri dai “luoghi sensibili”, come ad esempio le scuole. L’incidenza sulla diffusione di slot e sale giochi sarebbe molto forte. La motivazione della proroga sarebbe legata alla assenza di un chiaro e definito quadro normativo nazionale e soprattutto al fatto di “mettere a rischio 3mila posti di lavoro, tra bar e piccoli esercizi di vicinato. Ogni insegna che si spegne è un presidio in meno delle nostre strade e dei nostri quartieri", hanno detto il governatore della Liguria Giovanni Toti e l'assessore regionale allo sviluppo economico Edoardo Rixi. Lo stesso governatore un anno fa, insieme al governatore della Lombardia Maroni, aveva approvato un manifesto contro la ludopatia, in occasione della Prima giornata nazionale delle Regioni contro l’azzardo.
E’ davvero triste motivare la decisione dicendo che la proroga consentirebbe di sostenere i commercianti che subiranno un danno economico, a seguito della forzata rinuncia all'attività legata all'azzardo. Non si può ignorare che il guadagno del gioco vada a scapito di soggetti, spesso molto giovani o già in difficoltà, che precipitano in una spirale di disagio relazionale, economico e sociale e sono esposti a criminalità e usura. Come ente che da decenni contrasta la povertà ci rendiamo conto per primi dell’importanza di salvaguardare posti di lavoro, ma siamo altresì certi che non si può costruire lavoro per alcuni quando esso si rivela causa di disgrazia per altri: una disgrazia certificata fin troppe volte da tutti gli indicatori sociali, sanitari ed economici. Per questo è necessario uscire con coraggio dalla contrapposizione tra società e occupazione, avendo ben presente le esperienze di quanti hanno continuato a produrre il proprio reddito senza ricorrere alle slot; spingere coloro che in questi 5 anni hanno scelto di guadagnare sull’azzardo a riconvertire le proprie fonti di guadagno; prendere parte come cittadini, società civile, enti, istituzioni ad un confronto sulla natura dell’occupazione in questa città e su un “non più derogabile” passaggio dei posti di lavoro da una economia senza valore aggiunto, che realizza utile sul danno provocato, ad una economia reale, concreta, socialmente costruttiva. Come spesso capita, si rischia di risolvere un problema a scapito di un altro. In questo caso la faccenda è più grave perché ci troviamo di fronte ad un guadagno che crea sì lavoro (quella dell’azzardo è ormai una vera e propria industria!) ma crea pure dipendenza, malattia e povertà e, purtroppo, anche morti! Troppo comodo dimenticarlo. Ed è ridicolo portare l’attenzione su affermazioni che dicono che le stesse case produttrici di macchinette accantonano denari per curare la ludopatia. Lo stesso Stato da un lato permette l’incentivazione dell’azzardo e poi stanzia cifre notevoli per curarne le vittime e queste spese le pagano i cittadini.
Repubblica fondata sul lavoro e sulle dipendenze! È questo il futuro della società che desideriamo per i nostri figli o invece sentiamo la responsabilità di educare a valori incorruttibili, di coesione sociale? Si apre qui il capitolo educativo che coinvolge tutti a cominciare da genitori, insegnanti, educatori, catechisti. Il dovere di aiutare a scegliere giochi seri, senza giocare sulla vita. Se ci sta a cuore il cittadino, la persona - ogni cittadino ogni persona - dobbiamo impegnarci tutti per il bene di tutti. Si sono persi 5 anni per una regolamentazione che poteva essere ottenuta senza l’affanno dell’ultimo momento: non perdiamo altro tempo per iniziare a migliorare la società.

ARCI, AUSER, CGIL, UIL, CISL, FONDAZIONE AUXILIUM, SERT SV, SERT GE, LIBERA, ACLI CON IL COORDINAMENTO REGIONALE “METTIAMOCI IN GIOCO” E LA CONSULTA COMUNALE DI GENOVA CONTRO L’AZZARDO esprimono assoluta contrarietà alla risoluzione della Regione Liguria a prorogare i termini di autorizzazione all'esercizio del gioco d'azzardo. Non è accettabile la motivazione addotta al provvedimento, secondo cui la proroga consentirebbe di avviare un percorso di sostegno ai commercianti cui la forzata rinuncia alle attività dell'azzardo arrecherà danno economico.
Non può essere ignorato il fatto che il guadagno del gioco va a scapito di soggetti, spesso molto giovani, o già disagiati, che possono essere precipitati in una spirale di disagio relazionale, economico e sociale ed esposti a meccanismi di criminalità e usura.
L'ipotesi di una moratoria sulle autorizzazioni all'azzardo è contraddittoria rispetto allo spirito della legge regionale 17/2012, rende inefficace il regolamento comunale sulle sale da gioco e giochi leciti, che ha posto dei limiti alle occasioni di gioco con il fine di proteggere la popolazione dallo sviluppo di forme patologiche di azzardo, ma soprattutto irride all'attività degli operatori sanitari e dei molti soggetti associativi che da anni si adoperano in difesa della salute dei cittadini, del decoro e della legalità sul territorio, della qualità del tessuto commerciale.
ARCI, AUSER, CGIL, UIL, CISL, FONDAZIONE AUXILIUM, SERT SV, SERT GE, LIBERA, ACLI CON IL COORDINAMENTO REGIONALE “METTIAMOCI IN GIOCO” E LA CONSULTA COMUNALE DI GENOVA CONTRO L’AZZARDO convocano un presidio 
LUNEDì 27 MARZO 
alle ore 17.30 
sotto i PORTICI della REGIONE
in piazza DE FERRARI

No alla proroga della legge 17/2012
sul contrasto all’azzardo
Si all’entrata in vigore il 2 maggio 2017

 

Gigi Borgiani

Direttore Fondazione Auxilium

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