Scoop
Sondra Pransky (Scarlett Johansson) è una studentessa di giornalismo, americana, in visita a Londra. Dopo aver fallito la sua prima intervista si ritrova a partecipare allo spettacolo di Sidney Waterman, in arte “il mago Splendini” (Woody Allen) ebreo di New York. Durante un numero di illusionismo, Scarlett incontra il fantasma del giornalista Joe Strombel, che le rivela uno scoop: la vera identità del serial killer chiamato “l’assassino dei tarocchi”. Insieme al riluttante Splendini, Sondra si lancia nelle indagini, ma si innamora del sospettato, l’aristocratico Peter Lyman.
Dopo “Match Point” Woody Allen torna a Londra per girare “Scoop”: un titolo preso in prestito da un’opera satirica che la giornalista/scrittrice americana Evelyn Waugh scrisse negli anni ’30. Se “Match Point” era un film cristallino nello stile e nella fotografia, dai contenuti eticamente tanto pessimisti quanto drammatici, con “Scoop” si ritorna alla commedia, con alcuni elementi cari al regista americano, soprattutto nel tono scanzonato del più classico dei vaudeville, con citazioni autoreferenziali come “Misterioso omicidio a Manhattan” e quelli più hitchcockiani come “Il sospetto”. Con “Scoop” si ride di gusto, con un Woody Allen quasi rappacificato nella parte di una figura paterna, dapprima molto scettico verso tutta la faccenda e poi protettivo nei confronti della ragazza che potrebbe essere sua figlia. Ed anche gli altri attori sanno ben reggere il gioco. Così, risulta esilarante il contrasto tra l’ambiente un po’ “cialtrone” di Splendini e quello della Londra più raffinata, mettendo in risalto certe differenze tra la cultura americana e quella europea. Ma, nonostante i toni leggeri da commedia giallo-rosa, “Scoop” a ben vedere, è più malinconico di quanto appaia, sebbene la giustizia trionfi.
Mariangela Grilli















