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Dentro il silenzio dei giovani

In questa emergenza sanitaria, sembrano essere stati dimenticati da una società che sta analizzando solo la ripresa economica

Dentro il silenzio dei giovani

È impressionante il silenzio dei ragazzi e degli adolescenti. Sono in casa da quasi due mesi senza una lamentela o una protesta. È stato detto loro di non andare a scuola, non uscire con gli amici, non giocare a pallone e tanto meno praticare attività sportiva, e niente feste per i compleanni.

Il loro unico spazio di vita sociale è rimasto quello digitale, che spesso è stato criticato come virtuale. Per tutta la durata della “fase 1” del tempo di quarantena è stato l’unico luogo di incontro tra pari che hanno frequentato e nell’immediato futuro non se ne vedono molti altri, perché, oltre alla circolazione, sono i momenti aggregativi a essere pericolosi per il contagio.

I primi ad essere interdetti sono i loro genitori, che iniziano a essere anche un po’ preoccupati. Possibile?

Questi giovani appaiono dei cittadini modello: integerrimi, responsabili, ligi al loro dovere. Si dimostrano capaci di comprendere le ragioni del distanziamento sociale meglio di chiunque altro e quindi in grado di resistere, senza chiedere di poter uscire per fare una passeggiata, senza parlare della nostalgia dello sport.

Sicuramente le piattaforme social aiutano i ragazzi e le ragazze a mantenere i contatti, i virtual game, che permettono a più giocatori di collaborare insieme o di sfidarsi a vicenda, rendono possibile forme di socialià. Tutto questo allevia il peso di sopportare la distanza. Certamente le lezioni scolastiche online che frequentano da casa sono anche un’occasione per ritrovare alcune relazioni, come gli appuntamenti proposti dagli istruttori sportivi per mantenere in forma i loro ragazzi. Però il digitale non sostituisce la ricchezza dell’incontro faccia a faccia, né la gioia di stare insieme.

Allo stesso tempo questi giovani silenziosi non godono di molta considerazione e di peso politico. Le loro prospettive a breve termine non cambieranno. Le scuole rimarranno chiuse e le attività sportive nelle palestre, nelle piscine, nelle scuole di danza forse riapriranno tra un po’. L’interesse principale di tutti è concentrato sulla ripresa delle attività economiche. Ma ci sono domande che una società responsabile del proprio futuro dovrebbe porsi.

Quali conseguenze ci saranno nel percorso di crescita di questa generazione che ha interrotto il suo processo di socializzazione per così tanto tempo? Quali effetti si produrranno sulle loro abitudini? Come gestiranno d’ora in poi le loro relazioni amicali e affettive? Come costruiranno la loro socialità?

*giornalista Sir

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