Comunità diocesana
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Feste patronali in Diocesi - Vitalità delle "aree interne"

In estate nelle zone periferiche e nei piccoli paesi si rinnovano i riti della tradizione popolare

Feste patronali in Diocesi - Vitalità delle "aree interne"

Una trentina di Vescovi, provenienti dalle diverse regioni del Paese, hanno dato vita recentemente a Benevento alla terza tappa di un percorso volto a riflettere sulle cosiddette “Aree interne”. Si tratta di territori esposti a un processo di decremento progressivo della popolazione, che rischia di comprometterne le ricchezze religiose, ambientali e culturali.

Lo sguardo dei Pastori ha unito il punto di vista del tessuto sociale con le problematiche e le opportunità pastorali. L’attenzione si è quindi concentrata sulle prospettive con cui oggi vengono affrontate nuove forme di presenza e di servizio ecclesiale in zone per molti versi disagiate.
A livello pastorale, proprio le “Aree interne” possono diventare un indicatore che anticipa i problemi e chiede di ripensare la ministerialità in comunità rimaste senza la presenza stabile di un parroco.
Il rischio di vedere penalizzate in modo crescente la pastoralità e la liturgia nelle piccole e magari disagiate parrocchie di questi territori coinvolge anche la nostra Diocesi che conta un gran numero di chiese in zone rurali.

Lodevole l’impegno dei parroci (generalmente con più parrocchie) e dei fedeli laici per promuovere nuove forme di comunione ecclesiale e - per quanto possibile - di dare continuità alla vita delle loro piccole comunità cristiane.

È soprattutto nel periodo estivo il tempo in cui maggiormente si anima la vita ecclesiale nelle “Aree interne”. Mentre nelle aree urbane d’estate si verifica un esodo verso altri lidi, nelle zone più periferiche aumentano le presenze. In queste aree, oltre alle ordinarie iniziative pastorali, sono particolarmente seguite le feste patronali. 

Questi momenti coinvolgono, nella preparazione e nello svolgimento, parrocchiani e villeggianti giunti dalle città nei più tranquilli paesi dell’entroterra. Le feste patronali, legate ad antiche tradizioni, rinnovano semplici momenti di preghiera e di fede umile che fanno bene al cuore e che rinverdiscono la memoria di un tempo lontano in cui la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni era assai più intensa e coinvolgente.

Nelle feste patronali si rinnovano i riti della devozione popolare: questa si manifesta anche attraverso le processioni con gli artistici crocifissi o l’arca della Madonna e dei Santi patroni che ispirano agli astanti - oltre alla meraviglia - pensieri di fede e personali preghiere.
Labile è talvolta la distinzione tra religiosità e ‘sagra del paese’; si tratta comunque di occasioni preziose per l’incontro, per l’amicizia tra le persone, per sentirsi appartenenti ad una comunità cristiana, che vuole essere aperta e accogliente. Analoga situazione si può riscontrare nei numerosi santuari delle “Aree interne”.

Nelle varie difficoltà e problematiche che caratterizzano le piccole parrocchie, le feste patronali sono anche – ove è possibile – un sostegno economico ai precari bilanci parrocchiali. Nel contesto di un cammino sinodale anche queste feste, pur nel loro linguaggio semplice e toccante, conservano segni di missionarietà, di comunione e di partecipazione.

*Direttore Il Cittadino

Il Cittadino N. 29 - l'ultimo primo della pausa estiva - dedica diverse pagine speciali alle feste patronali nel territorio diocesano. Ringraziamo i parroci e i fedeli che hanno inviato alla redazione i programmi delle celebrazioni e delle feste correlate. Sul sito de Il Cittadino, in questo tempo estivo, pubblicheremo via via i programmi di tutte le celebrazioni che ci sono state comunicate. Rimanete sintonizzati... e buona estate a tutti!

Fonte: Il Cittadino
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