Chiesa e mondo
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Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili dal Papa

La testimonianza della genovese Federica Storace

Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili dal Papa

Una importante esperienza di sinodalità e l'opportunità di conoscere, approfondire, riflettere sulla condizione delle donne oggi in un contesto di ampio respiro mondiale. Questo, e molto altro, è stato, per me, poter partecipare, in quanto membro del CIF, all' Udienza concessa a Papa Francesco all' UMOFC, sabato 13 maggio in aula Paolo VI.
L'Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche conta numerosissime organizzazioni e associazioni ed era rappresentata nell'arcobaleno dei partecipanti di tutto il mondo.
Un clima di festa e di profonda consapevolezza di una realtà che deve cambiare nell'ottica della promozione e di un fattivo impegno contro ogni forma di violenza e di discriminazione.

L'incontro con Papa Francesco è stata l'occasione per consegnare, prima dell'Assemblea generale dell'Unione che si terrà ad Assisi nei prossimi giorni, i riscontri del lavoro effettuato dall'Osservatorio Mondiale sulle Donne alla luce del cammino di conversione sinodale della Chiesa. Sono state efficacemente presentate tante delle situazioni di disagio e vulnerabilità che, tuttora, le donne subiscono, con un focus specifico sull'Africa, ma che non si esauriscono nei drammi ("inumani" li ha definiti il Santo Padre nel suo intervento) di un solo continente.

È stata data voce a tante storie che rimarrebbero nell'anonimato indifferente se non ci fosse quella tenace creatività di generare il bene, oltre ogni ostacolo, caratteristica particolare delle donne ma che può portare frutti ancora più incisivi nella condivisione e complementarietà con gli uomini.
Importante l'esperienza africana, presentata anche dal docufilm "IN-VISIBLES", in cui il modello della "rete" operativa tra consacrate e laiche diventa un riferimento per avviare processi di cambiamento e riscatto personale e sociale anche in quelle realtà in cui non sembrano esserci possibilità di futuro.
Sinergia e carità contro ciò che Papa Francesco definisce "la globalizzazione dell'indifferenza". Ma sta proprio qui il mistero della generativita' della donna, che prende Maria, la madre per eccellenza, come figura di riferimento: dare alla luce opportunità di bene, di crescita, percorsi di formazione e autonomia anche là dove non sembra esserci alcuna possibilità.

Un'efficace sintesi è emersa dal discorso di Papa Francesco unita, nel mio caso, all'emozione di ascoltarlo...in presenza. Parlando di donne e di pace e delle problematiche illustrate dagli interventi che hanno preceduto il suo, il Papa ha affermato: "Insieme alla pace, è in pericolo anche l'identità antropologica delle donne, è strumentalizzata come argomento di lotta politica. [...]. È necessario valorizzare di più la relazione delle donne e la capacità di donazione, e che gli uomini comprendano meglio la ricchezza della reciprocità che devono alle donne, a recuperare quegli elementi antropologici che caratterizzano la donna e il suo ruolo nella famiglia e nella società, l'uomo senza la donna è da solo, dove non c'è la donna c'è solitudine".
E ancora:
"Una cultura senza la donna è sola. L'umanità senza la donna è sola".
È stato un dono poter partecipare a questo incontro che, come ogni occasione di confronto costruttivo, mi ha interpellata, arricchita. Ho potuto allargare i miei orizzonti di consapevolezza, comprensione e valutazione "ricaricando le batterie"
del mio quotidiano impegno di donna, madre, insegnante, autrice a veicolare quei messaggi di cultura del "bene" che, troppo spesso, rimangono prigionieri di una coltre di colpevole silenzio.
Non potevo poi vivere emozione più grande nel momento in cui mi è stato possibile avvicinare Papa Francesco che ha ricevuto, con gioia, una copia della nuova edizione del mio "Madri per sempre. Racconti Polisensoriali di donne che curano", Erga edizioni, testo che tratta proprio i temi affrontati nel contesto di questo incontro.
Una visita alla mostra fotografica Womens cry, allestita sotto il colonnato che abbraccia la Basilica e curata grazie al lavoro del Dicastero delle Comunicazioni Sociali, e la celebrazione eucaristica del pomeriggio, hanno concluso questa giornata speciale che porterò dentro per sempre insieme con lo sguardo e il sorriso di Papa Francesco, carezza di tenerezza per l'anima e incoraggiamento ad andare avanti sempre.
Nonostante tutto. Anche quando ci sale alle labbra la stessa domanda di Maria all' Angelo: "Ma come è possibile questo?".
Nulla è impossibile quando l'amore non resta parola ma si fa concretamente e generosamente "samaritano ".

Foto: www.vaticannews.va

Fonte: Il Cittadino
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